Renzi: «Nessuna corsa sulle riforme»

Parola di Premier che in una veste conciliante spiega di voler approfittare «di questi giorni di luglio» per riflettere bene sul ddl Boschi ed ascoltare le proposte e i suggerimenti della minoranza interna al Pd e non solo. Duro il Presidente di Confindustria, Squinzi: «Riforme non vanno solo annunciate, ma anche attuate»

Gli industriali vogliono sporcarsi le mani

Il leader della Lega non ha bucato il video a Santa Margherita Ligure e la sua ricetta anti Europa e anti euro non ha trovato il consenso dei «giovani» imprenditori. Ma è piaciuta la sua franchezza. Di Maio invece ha snobbato gli industriali della sua generazione e non sono mancate le stoccate.

Siamo tornati al 1997 con 3700 euro a testa in meno

L'economia italiana chiuderà il 2014 con un calo del Pil dello 0,5%. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria che, negli ultimi Scenari economici, ha lievemente rivisto al ribasso la stima per il 2014 diffusa lo scorso settembre (era -0,4%). L'uscita dalla recessione è dunque rimandata al 2015 con un Pil che salirà dello 0,5%. Diminuzione del reddito pro-capite: -3700 euro.

Squinzi: «L'industria italiana ha la febbre»

Sebbene l'Italia resti la seconda manifattura europea e una delle prime dieci del mondo, l'industria sta vivendo un momento di grande debolezza. Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ne ha sottolineato la «scarsa crescita di produttività, scarso livello di digitalizzazione, scarsa integrazione con i servizi, livelli di conoscenza della manodopera insufficienti».

Squinzi: «L'Italia deve cambiare»

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è «un grande fattore di stabilizzazione del nostro Paese». Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria a margine dell'assemblea di Anima, non entrando tuttavia nello specifico delle indiscrezioni sui tempi del suo addio. Squinzi sottolinea come in questo momento storico di forte crisi economica è necessario che l'Italia cambi rotta economica.

La ripresa passa per la leva dei fondi europei

A disposizione del governo ci sono circa 20 miliardi di euro annui per i prossimi nove anni. E' quanto sottolineato dal Centro Studi di Confindustria negli ultimi Scenari economici. Peggiorano però le previsioni economiche per l'economia italiana. Da inizio crisi persi 2 milioni di posti di lavoro. Continua la restrizione del credito per le imprese.