Mercato del lavoro

Squinzi: «Jobs act? Vanno creati posti di lavoro veri»

E' positivo, anche se prudente, il giudizio che dà Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: «Non è che il Jobs Act crea da solo i posti di lavoro. Ci vuole il mercato». Damiano: «Pensioni flessibili per risolvere disoccupazione giovanile».

ROMA - Il Jobs Act «sicuramente un po' sta funzionando». E' positivo, anche se prudente, il giudizio che dà Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, sull'efficacia della riforma del mercato del lavoro voluta dal premier Matteo Renzi. «Vediamo poi su periodi più lunghi cosa accade - spiega il leader degli industriali - perché non si può esprimere un giudizio così in poche settimane e in pochi mesi. Però, certamente il concetto a cui si ispira il Jobs Act è un concetto buono e valido».

Squinzi: «Ci vuole il mercato»
Quindi nel corso di quest'anno potremo assistere a un'ulteriore diminuzione della disoccupazione in Italia? «No, diciamo che potremo assistere a un'ulteriore diminuzione della disoccupazione solo se si crea il lavoro. E cioè se si creano dei veri posti di lavoro. Non è che il Jobs Act crea da solo i posti di lavoro. Ci vuole il mercato», afferma Squinzi.
Il presidente di Confindustria non si sbilancia sulla tempesta che sta attraversando i mercati asiatici e cinesi in particolare. E' preoccupato per quello che sta accadendo in questi giorni? «Anche qui è un po' da vedere, non si può dare un giudizio così a freddo. Bisogna aspettare un attimo». Infine i rapporti sindacali. E' ottimista sul fatto che ci possa essere una distensione nei rapporti con i sindacati dei lavoratori nel corso del 2016? «Io sono un ottimista di natura», afferma Squinzi. Quindi da questo punto di vista il 2016 sarà un anno positivo? «Speriamo, speriamo, speriamo», conclude Squinzi.

Damiano: «Pensioni flessibili per risolvere disoccupazione giovanile»
«Il lavoro rimane la priorità per gli italiani anche nel 2016». Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera. «I recenti dati sull'occupazione dell'Istat indicano un trend positivo nel mese di novembre - prosegue - ma questo primo risultato ha bisogno di essere sostenuto e consolidato».
Secondo Damiano «il Governo se vuole contribuire a risolvere il problema dell'occupazione dei giovani, deve affrontare il tema della flessibilità del sistema pensionistico. Anticipare l'uscita dal lavoro a partire dai 62 anni, contribuisce allo svecchiamento delle aziende e, con il turnover, a favorire l'ingresso delle giovani generazioni nel mondo del lavoro».
Un sistema pensionistico che costringe chi ha più di 65 anni a rimanere in attività, con i propri figli e nipoti disoccupati o precari, «è quanto di più stupido, inefficace e antimoderno possa esistere - aggiunge - il premier Renzi deve tenere fede alla parola data e fare del 2016 l'anno della flessibilità previdenziale».