18 giugno 2019
Aggiornato 16:30
La Confindustria chiede fatti e non chiacchiere

Squinzi: più attenzione alle questioni sociali

Per il numero uno degli industriali, le tensioni sociali di questi giorni devono essere un segnale di allarme. E per gli Italiani, ha affermato Squinzi, «ciò che conta è tornare al lavoro e a crescere»

TORINO - «Le tensioni sociali di questi giorni devono essere per tutti un segnale d'allarme perché la situazione è seria e deve essere affrontata e corretta con misure robuste sul versante del lavoro e non astrusi quanto logori dibattiti ideologici». Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a Torino per il premio sull'innovazione «Andrea Pininfarina», a proposito degli scioperi, degli incidenti e delle tensioni sociali che si sono moltiplitcati in questi ultimi giorni in tutta Italia.

RENZI AL G20 HA PUNTATO SULLA CRESCITA - «Mi sembra positivo che al G20 il nostro primo ministro abbia ribadito con forza che bisogna ritrovare la crescita, che abbia insistito moltissimo su questo punto e questo ci trova molto d'accordo». Così Squinzi, sul vertice appena concluso in Australia. Anche nel suo intervento questa mattina, il numero uno degli industriali ha insistito molto sulla crescita, sottolineando di non voler perdersi più in commenti sulle variazioni decimali del Pil perché quello che conta è «costruire un percorso di crescita a cifra tonda».

PER GLI ITALIANI CONTA TORNARE AL LAVORO - «Per gli italiani - ha ribadito Squinzi - oggi conta solo tornare al lavoro e crescere. Perdersi tra piccoli frammenti di Pil, positivi o negativi che siano, rischia di distoglierci dall'obiettivo di fondo». E a questo proposito, ha osservato il presidente di Confindustria, è fondamentale comprendere, studiandone l'esempio, chi e perché ce l'ha fatta, «chi in questi anni - ha detto Squinzi - non solo ha retto la forza d'urto della crisi, ma ha migliorato la propria posizione competitiva sui mercati».