18 giugno 2019
Aggiornato 16:30
Confindustria spera nell'EXPO

Squinzi: se superiamo lo 0,4% nel 2014 saranno guai

Il presidente di Confindustria ritiene che l'Expo sia l'inizio per uscire «da questa maledetta crisi», soprattutto per i giovani. Sul calo del Pil, si augura che l'Italia non arrivi a oltre il -0,4%, ma dichiara: «Il vero dato preoccupante è il calo della produzione industriale in Germania»

REGGIO EMILIA - L'Expo è «l'inizio per uscire da questa maledetta crisi». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, conversando con centinaia di giovani studenti a Reggio Emilia in occasione della 21ma giornata nazionale Orientagiovani. «L'Expo - ha detto Squinzi - è la prima grande iniziativa. Spero e mi auguro che sia l'inizio per uscire da questa maledetta crisi». L'Esposizione universale il prossimo anno a Milano sarà una occasione «prevalentemente per i giovani» perché si prevede l'assunzione in quei sei mesi di migliaia di persone, come ha ricordato il presidente degli industriali.

SPERIAMO NON SI ARRIVI A OLTRE -0,4% - «Un calo del Pil italiano nel terzo trimestre era atteso, speriamo che a fine anno non si arrivi a oltre -0,4%». ha dichiarato Squinzi, a margine della Giornata tenutasi a Reggio Emilia. «Purtroppo ce lo dovevamo aspettare, i presupposti c'erano già dai mesi scorsi - ha detto Squinzi -. Siamo psicologicamente preparati ad una chiusura del 2014 con un segno negativo, speriamo che non impatti sul rimbalzo del 2015. Speriamo che sia di dimensioni contenute, massimo -0,3% o -0,4%».

VERO PROBLEMA SAREBBE CALO IN EUROPA - Il vero problema, secondo il leader degli industriali «è che a parte il calo italiano, speriamo non ci sia anche un calo del'Europa che sarebbe preoccupante. Il dato preoccupante dalla Germania, più il +0,1% di Pil reso noto oggi, è il calo della produzione industriale. E' questo il vero problema».

CONFCOMMERCIO: STRADA DELLA RIPRESA SEMPRE PIÙ LONTANA «Se, oltre ai tredici trimestri di variazioni nulle o negative, si considera che dal primo trimestre del 2008 il Pil si è ridotto del 9,4%, tornando ai livelli del 2000, la strada della ripresa appare non solo lontana, ma sempre più difficile da raggiungere. Un percorso che rischia di essere ancora più tortuoso a causa del venir meno dell'apporto positivo della domanda estera per le difficoltà in cui si trovano molti paesi europei». Questo il commento dell'ufficio studi confcommercio alle stime del Pil diffuse oggi dall'Istat.«E', dunque, evidente - prosegue Confcommercio - che l'unica via di uscita è quella di avviare politiche di stimolo ai consumi e agli investimenti più incisive di quelle attuate sino ad ora. Altrimenti dovremo arrenderci al fatto che la recessione, o la stagnazione, possano diventare una costante per la nostra economia».