27 giugno 2019
Aggiornato 00:00
Confindustria presenta il conto: in 8,6 milioni senza lavoro

Siamo tornati al 1997 con 3700 euro a testa in meno

L'economia italiana chiuderà il 2014 con un calo del Pil dello 0,5%. A stimarlo è il Centro Studi di Confindustria che, negli ultimi Scenari economici, ha lievemente rivisto al ribasso la stima per il 2014 diffusa lo scorso settembre (era -0,4%). L'uscita dalla recessione è dunque rimandata al 2015 con un Pil che salirà dello 0,5%. Diminuzione del reddito pro-capite: -3700 euro.

ROMA - Nell'ultimo rapporto, il Centro studi di Confindustria taglia le stime per il 2014, mentre annuncia una visione leggermente ottimistica per il 2015. Per quanto concerne, però, il calo della disoccupazione, bisognerà attendere il 2016. «L’Italia ha fatto grandi sacrifici in questi anni, sintetizzati dalla diminuzione del 12,3% del reddito pro-capite, ossia oltre 3.700 euro per abitante, che così è arretrato ai livelli del 1997. Un regresso che ha comportato la rinuncia a sei settimane l’anno di consumi, come se le famiglie smettessero di spendere a metà novembre».   

USCITA DA RECESSIONE RIMANDATA AL 2015 - L'economia italiana chiuderà il 2014 con un calo del Pil dello 0,5%. Il Centro Studi di Confindustria, negli ultimi Scenari economici, ha lievemente rivisto al ribasso la stima per il 2014 diffusa lo scorso settembre (era -0,4%). L'uscita dalla recessione è dunque rimandata al 2015 con un Pil che salirà dello 0,5% (in linea con la stima di settembre). Nel 2016 il Pil italiano crescerà dell'1,1%. «Il mantenimento della previsione 2015 ai valori indicati a settembre - hanno spiegato gli economisti di viale dell'Astronomia - pur in un contesto molto più propizio, è già un segno di fiducia rispetto alle previsioni all'ingiù operate dalla maggior parte degli analisti, soprattutto internazionali».

MERCATO DEL LAVORO ANCORA DEBOLE - In Italia sono 8,6 milioni le persone a cui manca lavoro, totalmente o parzialmente, annuncia il Centro Studi di Confindustria. Il mercato del lavoro resta dunque 'debole'. Secondo i calcoli degli economisti di Confindustria, ai 3 milioni e 300mila disoccupati stimati nel terzo trimestre del 2014 (+ 113,2% rispetto a sette anni prima) bisogna aggiungere altri due gruppi di senza lavoro: gli occupati part-time involontari (2 milioni e 595mila, + 111,8%) e i non-occupati che sarebbero disponibili a lavorare ma non hanno compito azioni di ricerca attiva perchè scoraggiati (1 milione e 708mila individui, + 73,4%) oppure perchè stanno aspettando l'esito di passate azioni di ricerca (725mila).