14 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Confindustria contro le elezioni anticipate

Squinzi: «Chi vuole le elezioni fa danni»

Il numero uno degli industriali esorta a fare le prime riforme e a farle «bene», e sottolinea: «Servono investimenti infrastrutturali seri per dare respiro al Paese». Sull'uscita dall'euro dichiara: «la pagherebbero le economie più deboli»

ROMA - Votare «senza riforme fatte sarebbe un danno per il paese». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in occasione dell'assemblea di Unindustria. Per Squinzi occorre «fare le prime e necessarie riforme. Facciamole e facciamole bene - ha detto - senza abbassare l'asticella del compromesso». «Votare senza riforme fatte sarebbe un danno per il paese e non ci darebbe maggiore credibilità in Europa». «Mercato del lavoro, delega fiscale e riforma della P.a. ci devono avvicinare al novero delle democrazie europee più efficienti e più vicine ai cittadini», dice il leader di Confindustria. «Sarebbe inutile e forse controproducente sommare troppi obiettivi. Facciamo queste prime riforme e facciamole bene, senza abbassare l'asticella del compromesso».

COMINCIA A SERPEGGIARE IL NERVOSISMO - Squinzi ha spiegato infatti che in Italia «comincia a serpeggiare un po' di nervosismo tipico delle situazioni instabili che portano a votare». E sull'eventuale uscita dall'euro, il presidente di Confindustria, in occasione dell'assemblea pubblica di Unindustria, ha dichiarato: «la pagherebbero i paesi con le economie più deboli e i cittadini più deboli», e «le imprese non avrebbero nulla da guadagnare». Secondo Squinzi «va rilanciata la prospettiva europea senza figli di un dio minore, e in questo condivido la posizione del premier Renzi».

SERVONO INVESTIMENTI INFRASTRUTTURALI SERI - «Attendiamo chiarezza - ha aggiunto il numero uno degli industriali - sui 300 miliardi di investimenti che potrebbero dare respiro alle economie. Solo seri investimenti infrastrutturali possono garantire questo risultato, e questo vale soprattutto per il nostro Paese».