27 giugno 2019
Aggiornato 09:30
Landini si corregge con gli «onesti» di Renzi ma attacca Squinzi

Landini a Squinzi: «Caccia via le aziende corrotte»

Dal palco allestito a Napoli per la manifestazione della Fiom, il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, risponde a distanza alle parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e contrattacca: «Confindustria cacci fuori le aziende che pagano mazzette».

ROMA - Dal palco allestito a Napoli per la manifestazione della FIOM, il leader delle tute blu della Cgil, Maurizio Landini, risponde a distanza alle parole del presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che rimproverava le accuse dure del leader dei metalmeccanici nei confronti del premier Matteo Renzi. 

SQUINZI, BASTA MAZZETTE NELLE AZIENDE - Il leader della FIOM attacca duramente il presidente degli industriali e sostiene che Confindustria piuttosto dovrebbe occuparsi di licenziare quelle aziende corrotte che non pagano il fisco e pagano invece mazzette. Afferma, infatti, il segretario dei metalmeccanici: «Perché - afferma Landini - Confindustria non caccia fuori le aziende che pagano mazzette, che corrompono, che non pagano il fisco, i Riva». Landini ha poi aggiunto: «noi non abbiamo nulla da nascondere, non siamo in vendita. I diritti e il lavoro non hanno prezzo».

LAVORATORI, NON SCHIAVI - Non si arresta, però, l'invettiva nei confronti del premier e della sua politica sul lavoro inconcludente. Secondo il leader della Fiom saremmo di fronte a chi vuole «trasformare la condizione di chi lavora in condizione di schiavitù». Dal palco allestito in piazza Matteotti a Napoli, in occasione della manifestazioone delle tute blu della Cgil, il segretario generale della Fiom ha poi attaccato: "si sta tentando di far passare il concetto che pur di lavorare si deve esser pronti ad accettare qualunque condizione. Noi non accettiamo questo ricatto. Il lavoro o ha diritti, oppure non è lavoro".

IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DEL PREMIER - In modo particolare, Landini attacca il premier in merito alle parole sulla creazione di posti di lavoro e sulla «vocazione allo sciopero dei sindacati». Afferma deciso Landini: «Ho pensato che nella storia del mondo c'era stato Gesù Cristo che aveva fatto miracoli come moltiplicare i pesci, camminare sull'acqua e far risorgere Lazzaro. Ma - ha proseguito - nemmeno Gesù Cristo è stato capace di creare posti di lavoro». E ancora: «Siamo di fronte a un delirio di onnipotenza o a una persona che - si chiede Landini - non e' in grado di affrontare i problemi e sta pensando di scaricare le responsabilità su altri?».

IL SINDACATO ANDRÀ AVANTI - Landini avverte, poi, il governo, affermando che scioperi e manifestazioni proseguiranno fin quando i lavoratori non verranno presi sul serio e i provvedimenti non cambieranno: «Al Governo diciamo, con fermezza e con calma, che può mettere tutte le fiducie che vuole e può fare tutti i decreti che gli pare, ma noi questa volta facciamo sul serio e non ci fermeremo finché non saranno cambiati i provvedimenti». Il leader della Fiom, Maurizio Landini, in occasione della manifestazione organizzata dalle tute blu della Cgil, continua: «Non ci arrenderemo», ha concluso il segretario generale della Fiom ribadendo che il compito primario di un sindacato è «di impedire la competizione tra chi lavora».