17 settembre 2019
Aggiornato 07:00
Borse a picco e spread in salita

Squinzi: Illuso chi pensava risolta la crisi

Le borse sono in picchiata e lo spread vola. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all'Asia Europe Business Forum ha chiarito la necessità di lottare ancora molto per uscire dalla crisi. Perché il futuro dell'Europa resta nebuloso.

MILANO - Le borse sono in picchiata e lo spread vola. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all'Asia Europe Business Forum ha chiarito la necessità di lottare ancora molto per uscire dalla crisi. Perché il futuro dell'Europa resta nebuloso.

SQUINZI: LA FINE DELLA CRISI È ANCORA LONTANA - «Non eravamo fuori dalla crisi e i valori molto bassi dello spread erano dovuti a una serie di coincidenze, alla liquidità dei mercati e per uscirne abbiamo bisogno ancora di tempo». Lo ha dichiarato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, commentando il nervosismo dei mercati degli ultimi giorni, con l'impennata dello spread, e il rischio di un peggioramento dello scenario macro. "Quando ci sono questi momenti di volatilità i mercati reagiscono in un modo abbastanza difficile da capire - ha aggiunto - bisogna aspettare qualche giorno per capire dove vanno ad assestarsi»

 PRIMA DELLA RIPRESA, BISOGNA ATTENDERE ALTRI 5 ANNI - «Siamo di fronte a uno scenario economico tra i più duri che ci siano mai stati, gli effetti della crisi sono ancora qui ma noi guardiamo avanti»: ha proseguito il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, intervenendo all'Asia Europe Business Forum. «Siamo orgogliosi degli sforzi fatti finora - ha aggiunto - dei risultati raggiunti quando lo scenario era peggiore e ora guardiamo avanti con fiducia ma anche con forte senso di dovere». Secondo un'indagine statistica condotta da Deloitte, per oltre il 51% degli italiani la crisi durerà altri 5 anni. La spiegazione di questi dati va ricercata nel «forte senso critico degli italiani verso il proprio Paese, percepito in ritardo soprattutto per quanto riguarda gli investimenti infrastrutturali e di sistema, nella capacità di attrarre investimenti, nell'efficienza della Pubblica Amministrazione». A detta degli intervistati, quindi, l'Italia è un Paese ancora poco competitivo rispetto agli altri Paesi europei.