4 dicembre 2022
Aggiornato 23:00
A un anno dalla presa di Mosul

Le 3 cose dell'Isis che abbiamo sottovalutato

A un anno dalla presa di Mosul, l'Isis ha dimostrato capacità di espansione, abilità a sfruttare le debolezze degli avversari e attitudine a controllare i territori conquistati. Al contrario, la strategia della coalizione guidata dagli Usa ha fatto troppi buchi nell'acqua. Abbiamo sottovalutato la minaccia del Califfato nero?

Vittime uccise a colpi di machete

Nigeria, altre dieci vittime di Boko Haram

E' di almeno dieci morti il bilancio delle vittime di un attacco delle milizie jihadiste nigeriane di Boko Haram su un villaggio dello stato nigeriano dell'Adamawa: lo hanno reso noto fonti governative locali, precisando che le vittime sono state uccise nel sonno a colpi di machete.

Abusate e ridotte a schiave

Il racconto delle donne liberate da Boko Haram

Alcune delle donne liberate dall'esercito nigeriano hanno cominciato a raccontare le violenze, la fame, le privazioni e le minacce subite durante la loro lunga prigionia nella mani dei jihadisti di Boko Haram nel Nord-Est della Nigeria. Sono quasi 700 le donne e i bambini tratti in salvo la scorsa settimana dopo le operazioni militari condotte nelle basi di Boko Haram nella foresta di Sambisa.

La notizia dopo la liberazione di 687 ostaggi

Incinte 214 donne liberate da Boko Haram

Circa 214 delle 687 donne tratte in salvo dall'esercito nigeriano nelle operazioni contro i jihadisti di Boko Haram sono in stato di gravidanza. Lo ha riferito il Fondo Onu per la popolazione (Unfpa), citato oggi dal quotidiano nigeriano Daily Independent.

Il Segretario di Stato Usa in visita a Nairobi

Kerry: «Il terrore non avrà futuro»

Il segretario di Stato Usa John Kerry ha chiesto unità nella lotta al terrorismo per fare in modo che i jihadisti somali Shebab, così come quelli nigeriani di Boko Haram, non abbiano futuro. Kerry è arrivato ieri in Kenya, a un mese dalla strage di studenti compiuta dagli Shebab nell'università di Garissa, per discutere di cooperazione nella sicurezza.

Ostaggi detenuti in maniera disumana

Le atrocità di Boko Haram

Gli ostaggi di Boko Haram erano detenuti nella foresta di Sambisa in condizioni "atroci e disumane", ha rivelato il portavoce della Difesa della Nigeria secondo il quale, comunque, si nutrono "grandi speranze" che vengano liberati presto altri ostaggi.

Nell'operazione in corso nella foresta di Sambisa

Nigeria, liberati ostaggi di Boko Haram, tra cui 100 bimbi

L'esercito nigeriano ha liberato 100 bambini e 60 donne nel corso di un'operazione condotta contro i jihadisti di Boko Haram nella foresta di Sambisa, nel Nord-Est della Nigeria. L'annuncio arriva pochi giorni dopo la liberazione di 200 ragazze e 93 donne, senza che sia stato chiarito tuttavia se tra queste vi siano le liceali rapite dalle milizie jihadiste nell'aprile del 2014.

Ritrovati corpi senza vita nel Nord-Est della Nigeria

Boko Haram miete centinaia di vittime

I corpi di centinaia di persone sono stati ritrovati nella città di Damasak, nel Nord-Est della Nigeria, apparentemente vittime di attacchi del gruppo islamista Boko Haram. Apparentemente vittime di Boko Haram, sono stati sepolti in 20 fosse comuni.

Attivismo sul web, nessun risultato al di là dello schermo

365 giorni di #BringBackourGirls

Trascorso un anno dal rapimento delle 219 studentesse nigeriane, le uniche tracce che di loro rimangono sono quelle lasciate dalla martellante campagna online #BringBackourGirls. Abbiamo visto politici, star, attori farsi testimonial della campagna (quanto, poi, autenticamente?). Ma, al di là dello schermo, si è fatto abbastanza?

L'anniversario del rapimento

Nigeria: le 200 ragazze svanite nel nulla

Oggi ricorre l'anniversario del rapimento delle 200 studentesse nigeriane da parte del gruppo terroristico Boko Haram. A un anno di distanza, ancora non si hanno tracce né notizie, se non quella secondo cui sarebbero state obbligate a convertirsi all'Islam. Così, ad Abuja, la marcia delle studentesse con magliette rosse ricorda le donne scomparse.

Il neopresidente nigeriano promette che farà tutto il possibile

Buhari: la priorità è riportare a casa le studentesse rapite

Il neopresidente nigeriamo rimane cauto: non può promettere, ha fatto sapere, che per le studentesse ci sia ancora speranza. Eppure, a un anno di distanza dal rapimento e dopo l'appello del premio Nobel per la pace Malala, afferma che farà il possibile per ritrovarle. E, dopo aver sconfitto i jihadisti, dichiara di voler ripartire dalla scuola e dall'istruzione.

Il premio Nobel per la pace Malala non perde le speranze

#BringBackourGirls, un anno dopo

Ad un anno dal rapimento delle 200 studentesse di Chibok, il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai denuncia come né i leader nigeriani, né la comunità internazionale non si siano impegnate abbastanza per riportare a casa le donne. Ma, afferma Malala, c'è ancora speranza, dato che le forze nigeriane stanno riconquistando più territori. Ed esorta: non perdere la speranza.

2000 le donne rapite in Nigeria dal 2014

Le prime vittime di Boko Haram sono donne

Dal 2014, sono stati almeno 5.500 i civili uccisi, ma le donne, nel regime del terrore di Boko Haram, hanno un posto particolare. In occasione del primo anniversario del rapimento delle 200 studentesse di Chibook, Amnesty International ha denunciato i rapimenti, gli stupri, gli arruolamenti forzati di quello che ha definito «il regno del terrore».

Parla Alessandro Marrone, responsabile ricerca nel Programma Sicurezza dello IAI

«Non chiediamoci cosa fa l'Isis, ma cosa fa l'Occidente»

Dopo i fatti di Tunisi, la percezione del pericolo terroristico a cui siamo sottoposti è cresciuta, e con essa la paura. In esclusiva per il DiariodelWeb.it, Alessandro Marrone, responsabile di ricerca nel Programma Sicurezza e Difesa dell'Istituto Affari Internazionali, parla della natura dell'Isis, della minaccia che rappresenta e di come, a suo avviso, dovrebbe comportarsi l'Occidente.

«Il governo italiano deve indagare su cosa accade»

Amnesty: Shell ed ENI stanno continuando a inquinare la Nigeria

La Ong ha denunciato che leggendo i dati forniti dalle due compagnie petrolifere «anche nel 2014 sono proseguite le fuoriuscite di petrolio nel Delta del fiume Niger». I due colossi energetici hanno ammesso un totale di oltre 550 perdite. Per contrasto, «in tutto il continente europeo dal 1971 al 2011 sono state registrate solo 10» casi del genere all'anno.

Tobruk lancia l'allarme ma Tunisi non conferma

Isis: ora tocca alla Tunisia?

Secondo Abdallah Al Thani, leader del governo riconosciuto dall'Occidente, milizie jihadiste dello Stato Islamico e quello di Boko Haram hanno raggiunto o stanno raggiungendo i gruppi terroristici presenti in Libia e stanno marciando verso l'ex colonia francese, dover però la notizia non viene riportata. Intanto rumors parlano di uno sconfinamento di truppe egiziane in suolo libico

Vuoti di informazione in tutto il mondo

Libertà di stampa in ginocchio: Italia al 73esimo posto

Il rapporto di Reporter senza frontiere registra una brusca regressione della libertà di stampa in molti dei Paesi monitorati. La causa è da attribuirsi alla connessione di diverse motivazioniche hanno creato vuoti di informazione. Boko Haram e l'Isis sono tra le ragioni più influenti. In Italia la situazione è «drammatica» a causa delle intimidazioni ai giornalisti della criminalità organizzata.

Fondamentalismo islamico

«Governo Nigeria imbarazzante su Boko Haram»

Lo dichiara ai microfoni della Radio Vaticana il card. John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, dopo che, in Nigeria, i miliziani islamisti di Boko Haram hanno conquistato altre due città del nord-est: Buni Yadi, nello stato di Yobe, e Gwoza, nello Stato di Borno.

Nigeria

Boko Haram, rapite altre 8 ragazze

Indifese. Giovani, anzi giovanissime, «prese di porta in porta, con la forza» e portate via. Verso un destino che potrebbe vederle «vendute» per poche decine di dollari, rese «schiave», forzate al matrimonio. In Nigeria è ormai un incubo. Obama: «Situazione rivoltante». Angelina Jolie: «Crudeltà inimmaginabile»

Aspra battaglia nello stato nordorientale di Yobe

Nigeria, assassinato il leader dei Boko Haram

I soldati nigeriani hanno ucciso 30 sospetti membri della setta islamica compreso il comandante. In precedenza le truppe avevano ucciso quattro sospetti membri della setta islamista, a seguito di un raid nel loro covo a Kandahar. I fondamentalisti islamici sono ritenuti responsabili degli oltre 1.400 morti dal 2010 nella loro guerriglia nel nord e nel centro della Nigeria