29 giugno 2017
Aggiornato 05:30
> <
RSS

Le 3 cose dell'Isis che abbiamo sottovalutato

A un anno dalla presa di Mosul, l'Isis ha dimostrato capacità di espansione, abilità a sfruttare le debolezze degli avversari e attitudine a controllare i territori conquistati. Al contrario, la strategia della coalizione guidata dagli Usa ha fatto troppi buchi nell'acqua. Abbiamo sottovalutato la minaccia del Califfato nero?

Il racconto delle donne liberate da Boko Haram

Alcune delle donne liberate dall'esercito nigeriano hanno cominciato a raccontare le violenze, la fame, le privazioni e le minacce subite durante la loro lunga prigionia nella mani dei jihadisti di Boko Haram nel Nord-Est della Nigeria. Sono quasi 700 le donne e i bambini tratti in salvo la scorsa settimana dopo le operazioni militari condotte nelle basi di Boko Haram nella foresta di Sambisa.

Kerry: «Il terrore non avrà futuro»

Il segretario di Stato Usa John Kerry ha chiesto unità nella lotta al terrorismo per fare in modo che i jihadisti somali Shebab, così come quelli nigeriani di Boko Haram, non abbiano futuro. Kerry è arrivato ieri in Kenya, a un mese dalla strage di studenti compiuta dagli Shebab nell'università di Garissa, per discutere di cooperazione nella sicurezza.

Le atrocità di Boko Haram

Gli ostaggi di Boko Haram erano detenuti nella foresta di Sambisa in condizioni "atroci e disumane", ha rivelato il portavoce della Difesa della Nigeria secondo il quale, comunque, si nutrono "grandi speranze" che vengano liberati presto altri ostaggi.

Nigeria, liberati ostaggi di Boko Haram, tra cui 100 bimbi

L'esercito nigeriano ha liberato 100 bambini e 60 donne nel corso di un'operazione condotta contro i jihadisti di Boko Haram nella foresta di Sambisa, nel Nord-Est della Nigeria. L'annuncio arriva pochi giorni dopo la liberazione di 200 ragazze e 93 donne, senza che sia stato chiarito tuttavia se tra queste vi siano le liceali rapite dalle milizie jihadiste nell'aprile del 2014.

365 giorni di #BringBackourGirls

Trascorso un anno dal rapimento delle 219 studentesse nigeriane, le uniche tracce che di loro rimangono sono quelle lasciate dalla martellante campagna online #BringBackourGirls. Abbiamo visto politici, star, attori farsi testimonial della campagna (quanto, poi, autenticamente?). Ma, al di là dello schermo, si è fatto abbastanza?

Nigeria: le 200 ragazze svanite nel nulla

Oggi ricorre l'anniversario del rapimento delle 200 studentesse nigeriane da parte del gruppo terroristico Boko Haram. A un anno di distanza, ancora non si hanno tracce né notizie, se non quella secondo cui sarebbero state obbligate a convertirsi all'Islam. Così, ad Abuja, la marcia delle studentesse con magliette rosse ricorda le donne scomparse.

#BringBackourGirls, un anno dopo

Ad un anno dal rapimento delle 200 studentesse di Chibok, il premio Nobel per la pace Malala Yousafzai denuncia come né i leader nigeriani, né la comunità internazionale non si siano impegnate abbastanza per riportare a casa le donne. Ma, afferma Malala, c'è ancora speranza, dato che le forze nigeriane stanno riconquistando più territori. Ed esorta: non perdere la speranza.

Le prime vittime di Boko Haram sono donne

Dal 2014, sono stati almeno 5.500 i civili uccisi, ma le donne, nel regime del terrore di Boko Haram, hanno un posto particolare. In occasione del primo anniversario del rapimento delle 200 studentesse di Chibook, Amnesty International ha denunciato i rapimenti, gli stupri, gli arruolamenti forzati di quello che ha definito «il regno del terrore».

«Non chiediamoci cosa fa l'Isis, ma cosa fa l'Occidente»

Dopo i fatti di Tunisi, la percezione del pericolo terroristico a cui siamo sottoposti è cresciuta, e con essa la paura. In esclusiva per il DiariodelWeb.it, Alessandro Marrone, responsabile di ricerca nel Programma Sicurezza e Difesa dell'Istituto Affari Internazionali, parla della natura dell'Isis, della minaccia che rappresenta e di come, a suo avviso, dovrebbe comportarsi l'Occidente.

Isis: ora tocca alla Tunisia?

Secondo Abdallah Al Thani, leader del governo riconosciuto dall'Occidente, milizie jihadiste dello Stato Islamico e quello di Boko Haram hanno raggiunto o stanno raggiungendo i gruppi terroristici presenti in Libia e stanno marciando verso l'ex colonia francese, dover però la notizia non viene riportata. Intanto rumors parlano di uno sconfinamento di truppe egiziane in suolo libico

Libertà di stampa in ginocchio: Italia al 73esimo posto

Il rapporto di Reporter senza frontiere registra una brusca regressione della libertà di stampa in molti dei Paesi monitorati. La causa è da attribuirsi alla connessione di diverse motivazioniche hanno creato vuoti di informazione. Boko Haram e l'Isis sono tra le ragioni più influenti. In Italia la situazione è «drammatica» a causa delle intimidazioni ai giornalisti della criminalità organizzata.

> <