17 luglio 2019
Aggiornato 02:00
Per la decisione di giurare fedeltà allo Stato islamico

Nigeria, ricompare Shekau, ma Boko Haram si scinde a causa dell'Isis

Abubakar Shekau ha smentito di essere stato ucciso o sostituito alla guida del gruppo islamista nigeriano Boko Haram, ma il movimento è sulla soglia della scissione per la decisione di una sua parte di giurare fedeltà all'Isis

ABUJA (askanews) - Abubakar Shekau ha smentito di essere stato ucciso o sostituito alla guida del gruppo islamista nigeriano Boko Haram, come dichiarato nei giorni scorsi dal presidente del Ciad Idriss Déby, che aveva riferito di un'organizzazione «decapitata», passata sotto il controllo di Mohammad Daud, pronto al dialogo con il governo nigeriano. Tuttavia, se anche Shekau è vivo, secondo l'analista nigeriano Fulan Nasrullah è ormai certo che Mohammad Daud, identificato come uno dei primi studenti del fondatore di Boko Haram e comandante del controspionaggio dell'organizzazione, ha abbandonato lo Stato islamico dell'Africa occidentale insieme a centinaia di suoi sostenitori, tra cui comandanti e combattenti, in disaccordo con la decisione di Shekau giurare fedeltà allo Stato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi (Isis).

Sono ancora Vivo
«Tutta la mia gratitudine ad Allah, perché grazie a lui non sono scomparso. Sono ancora vivo e non sono morto. E non morirò prima che giunga il mio momento, come deciso da Allah», ha detto Shekau in un messaggio audio diffuso ieri sui social media, la cui autenticità è stata verificata dal gruppo di esperti in antiterrorismo SITE. Il leader jihadista ha quindi accusato Deby di essere un «ipocrita» e un «tiranno»: «Su tutti i media mondiali degli infedeli risulto morto, o malato, o impossibilitato o senza più alcuna influenza sulle questioni religiose. Deve essere chiaro che è tutto falso. Che è una bugia. Se fosse vera, non ascoltereste la mia voce, ora che sto parlando».

Connesso all'Isis
Nel messaggio di otto minuti in lingua hausa, la più parlata nel Nord della Nigeria, Shekau si è presentato per la prima volta come «leader dell'ala dell'Isis in Africa Occidentale» e ha reso omaggio al suo leader, Abu Bakr al-Baghdadi, indicato come «califfo dei musulmani». Proprio la dichiarazione di fedeltà al califfo al Baghdadi era stato l'ultimo intervento pubblico di Shekau, assente invece nell'ultimo video diffuso da Boko Haram il 3 agosto scorso. E sarebbe stata la decisione di aderire all'Isis a innescare la scissione all'interno di Boko Haram, a fronte di un crescente disaccordo anche verso la brutalità adottata da Shekau, che è costata la vita a circa 15.000 persone dal 2009 a oggi e ha costretto un milione di persone ad abbandonare le proprie case.

Daud
Daud, 38 anni, uno dei primi studenti del fondatore di Boko Haram, Muhammad Yusuf, avrebbe dichiarato Shekau un apostata rispetto agli insegnamenti del maestro e avrebbe dato vita, due mesi fa, alla fazione Jamaa'atu Ahlis-Sunnaha (Gruppo della gente della Sunnah, ndr). Secondo quanto riferito da diverse fonti all'analista Nasrullah, in questi due mesi Daud avrebbe già avuto diversi incontri ad Abuja con il governo nigeriano. Obiettivo di Daud sarebbe creare una coalizione contro Shekau, siglare un cessate il fuoco e ad avviare un processo di pace. Da parte sua, il governo nigeriano ha iniziato a trattare con la nuova fazione, ma finora le condizioni poste dai due campi sarebbero risultate inconciliabili. Abuja ha chiesto infatti la totale resa della nuova fazione, senza offrire amnistie, e piena collaborazione per la cattura di Shekau; la fazione di Daud ha invece domandato il riconoscimento di una regione autonoma nel Nord-Est in cui applicare la sharia.