24 giugno 2017
Aggiornato 15:30
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Il Festival di Venezia presentato dal direttore, il biellese Alberto Barbera

Il regista nato a Biella, prima della cerimonia di apertura della 72esima edizione della Mostra internazionale d'Arte cinematografica, ha raccontato quali saranno le novità di quest'anno: «Ci saranno tantissimi grandi nomi di registi attori e attrici, da Sokurov che torna a Venezia dopo aver vinto il Leono d'Oro ad Amos Gitai», ma anche «Johnny Depp che torna dopo 8 anni di assenza»

Busin (LN): la respirazione bocca a bocca non rianimerà un festival nato morto

1 milione di euro: questa, l'entità del finanziamento che il Ministro dei Beni culturali Franceschini, tramite l'Istituto Luce, ha per ora destinato alla rassegna cinematografica romana. Un provvedimento che non è piaciuto al Capogruppo veneto della Lega in Commissione Bilancio, Filippo Busin. Il quale ricorda che, di vera kermesse cinematografica, in Italia ce n'è una sola: la Mostra di Venezia

Leone d'oro a Roy Andersson

Niente da fare per «Birdman» del messicano Alejandro G. Inarritu dato tra i favoritissimi. L'Italia ha trionfato con la Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile ad Alba Rohrwacher in «Hungry Hearts» di Saverio Costanzo, film che si è portato a casa anche la Coppa Volpi maschile con Adam Driver.

Infelice e ironico, Leopardi «secondo» Martone

Grandi applausi di pubblico e critica anche per il film di Mario Martone «Il giovane favoloso», ritratto inedito di Giacomo Leopardi che alla modernità delle parole del poeta e allo studio affianca altre sfaccettature: la ribellione, l'ironia, il sentimento, la collera, la golosità fino a renderlo «umano» e in questo grazie anche al suo interprete, Elio Germano.

Il Bellocchio «furioso»: Mai più in gara

Niente premi per «Bella addormentata» di Marco Bellocchio al festival di Venezia; e il regista del film dedicato all'interruzione della vita e al caso Englaro, intervistato dal Corriere della sera, esce dal silenzio assicurando che i suoi film non andranno più in gara. E Garrone: «I film devono trovare in giuria più di un consenso»

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