20 agosto 2019
Aggiornato 09:00
Cinema | Festival di Venezia

Bertolucci: «Vorrei essere sorpreso»

E' questo l'auspicio espresso da Bernardo Bertolucci, presidente della Giuria Venezia 40 della 70. Mostra del Cinema di Venezia nel corso della conferenza stampa di apertura, occasione in cui sono stati presentati tutti i componenti delle tre giurie

VENEZIA - «Spero che le sorprese che ci riserverà la mostra saranno al di là di qualsiasi mia speranza, Barbera si è preso bella responsabilità e così tutti i componenti».

E' questo l'auspicio espresso da Bernardo Bertolucci, presidente della Giuria Venezia 40 della 70. Mostra del Cinema di Venezia nel corso della conferenza stampa di apertura, occasione in cui sono stati presentati tutti i componenti delle tre giurie.

Bertolucci si è augurato quindi che sia la sorpresa la cifra semantica di questa edizione del festival.«Spero che vinca un film che vi sorprenderà' molto, che sia proprio un film così imprevedibile ad avere il Leone d'oro. Quello che voglio di più è di essere sorpreso anche nelle premiazioni che faremo».

Alla conferenza stampa, erano presenti anche il presidente della Biennale, Paolo Baratta e il direttore artistico del festival, Alberto Barbera e Paul Scharader presidente della giuria Orizzonti e regista di «Canyons», film fuori concorso alla mostra. Barbera ha raccontato di avere visionato oltre 3.500 film e di averne selezionati alla fine una settantina, Barbera ha anche spiegato che Bertolucci aveva rifiutato inizialmente di presiedere la giuria di Venezia 70, il maestro ha poi raccontato le ragioni della sua mutate decisione, sollecitato da un giornalista cinese che ha imparato l'italiano dopo avere visto «L'ultimo imperatore».

«Sono molto onorato- ha risposto il maestro- che qualcuno in Cina abbia imparato l'italiano per colpa dell'Ultimo Imperatore. Avevo rifiutato all'inizio perché avevo fatto già un lavoro di giuria ed è faticosissimo. Barbera mi aveva detto che i film erano 18 invece sono 20 e quindi per tre volte dovremo guardare tre film al giorno».

«Poi Barbera mi ha scritto una lettera in primavera - ha proseguito Bertolucci - e sono crollato perché ha parlato dei selezionatori a nome loro, era una di quelle offerte a cui non si poteva dire di no. Mi ha messo di fronte a certe responsabilità che avrei, secondo lui, davanti ai più giovani che iniziano a fare cinema e quindi sono crollato. Forse alla fine della mostra tornerò a Roma e brucerò la lettera».

Nell'edizione 70 del festival la parole rischio compare spesso. «La parola rischio - conclude Bertolucci - viene subito in mente dopo avere visto la selezione dei film in concorso ma anche il coraggio di osare. Io non ho scelto i giurati della mia giuria ma sono stati scelti da Barbera con diabolica precisione».