22 maggio 2019
Aggiornato 23:30
Cinema | Venezia 74

Venice Virtual Reality: il futuro è a Venezia

La 74esima Mostra del Cinema di Venezia è il primo festival ad avere un concorso di questo genere. Il punto è stato fatto nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Biennale, Paolo Baratta e dal direttore del festival, Alberto Barbera.

VENEZIA - «Venice Virtuale Reality», il concorso di film di realtà virtuale in visione all'isola del Lazzaretto Vecchio, sta suscitando moltissimo interesse ed i visitatori continuano a prenotare le loro esperienze virtuali. Al momento però sarebbe «prematuro» pensare a inserire un film virtuale nel concorso ufficiale della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. La 74esima Mostra del Cinema di Venezia è il primo festival ad avere un concorso di questo genere. Il punto è stato fatto nel corso di una conferenza stampa dal presidente della Biennale, Paolo Baratta e dal direttore del festival, Alberto Barbera.

PAOLO BARATTA - «Abbiamo visto crescere l'interesse sulla realtà virtuale - ha sottolineato Baratta - Fortunatamente abbiamo in questa città ci sono molte alternative e luoghi che possono aiutarci a trovare spazio per questa realtà. Abbiamo scelto l'isola del Lazzaretto Vecchio per situare questa sezione è favorire le installazioni. Il nostro interesse per l'arte visuale non è occasionale e lo abbiamo dimostrato. Anche con le altre Biennali Arte e Danza, e questa forma di arte come quella visuale ci porta a immaginare delle altre iniziative anche per il prossimo anno. La Biennale ha molteplici interessi e obiettivi per regalare emozioni attraverso l'arte visiva».

ALBERTO BARBERA - A far eco al presidente dell Biennale, anche il direttore della Mostra del Cinema di Venezia, Alberto Barbera che ha evidenziato l'importanza di «dedicare un momento unico e specifico per Venice Virtual Reality il primo concorso nazionale di questo genere. I responsabili di questo progetto sono coloro che hanno fatto la selezione finale e hanno preso i contatti internazionali tra cui Lisa Rosenthal. Senza di loro non saremmo riusciti a far partire questo progetto strutturato a inizio anno. Un saluto particolare ad artisti che sono i portieri da cinema tradizionale a questo nuovo mezzo e una di questi è Laurie Anderson».

ARTE VIRTUALE - Lisa Rosenthal, uno dei curatori di VVR, ha ribadito il «privilegio di far parte di questa iniziativa. Ho usato tre ali degli edifici per rappresentare tre tipi di esperienze virtuali. Uno spazio dove si indossa una maschera per entrare nella realtà virtuale, uno Spazio stand up e si può camminare in uno spazio tridimensionale e infine lo spazio installazioni dove si attraversa un'area specificamente disegnata e dove si trovano 6 progetti multisensoriali».
Sull'ipotesi di un film di realtà virtuale da inserire nel concorso principale, Barbera ha spiegato che sarebbe «prematuro capire quali saranno sviluppi e standard che saranno definiti. Arte virtuale è altra cosa dal cinema così come il prodotto televisivo non è cinema. Non abbiamo fatto il passo di ammettere in competizione serie televisive», ha concluso.