16 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Cinema | Festival di Venezia 2014

Infelice e ironico, Leopardi «secondo» Martone

Grandi applausi di pubblico e critica anche per il film di Mario Martone «Il giovane favoloso», ritratto inedito di Giacomo Leopardi che alla modernità delle parole del poeta e allo studio affianca altre sfaccettature: la ribellione, l'ironia, il sentimento, la collera, la golosità fino a renderlo «umano» e in questo grazie anche al suo interprete, Elio Germano.

VENEZIA - «L'infinito», «Aspasia», «La Ginestra», «Il canto di un pastore errante dell'Asia», ma anche «A Silvia», i versi di Giacomo Leopardi recitati da Elio Germano ne «Il giovane favoloso» di Mario Martone, terzo film italiano in concorso alla 71esima Mostra del Cinema di Venezia, prendono vita sullo schermo come se venissero composti nell'esatto istante in cui vengono uditi. Il film uscirà nelle sale il 16 ottobre.

E' questo l'esperimento riuscito del regista napoletano, applaudito in sala e in conferenza stampa. Il regista era accompagnato dal cast: il protagonista Elio Germano, Massimo Popolizio (Monaldo Leopardi), Michele Riondino (Antonio Ranieri), Anna Mouglalis (Fanny Targioni Tozzetti) e Isabella Ragonese (Paolina Leopardi). Oltre agli attori anche il compositore tedesco Sacha Ring che ha curato le musiche e i produttori Carlo Degli Esposti e Paolo Del Brocco.

«Il giovane favoloso», espressione tratta da «Il pellegrinaggio sulla tomba di Leopardi» della scrittrice Anna Maria Ortese, racconta la vita del grande poeta dall'infanzia nella «gabbia dorata» dove lo studio pervade ogni singolo istante sulle «sudate carte», alla fuga dal dispotico padre Monaldo, che lo vorrebbe prete, verso i salotti letterari, prima a Firenze e, infine, a Napoli dove Leopardi troverà la morte. Minato nel fisico, afflitto dalla solitudine e dalla delusione per i rapporti umani e sentimentali, Leopardi costruisce attraverso i suoi versi quel «pessimismo cosmico» che diventerà la cifra semantica della sua opera e dei suoi versi immortali.

LA GENESI DEL FILM - Mario Martone ha raccontato la genesi del film «Il giovane favoloso» e il profondo lavoro di documentazione che sta alla base. «Abbiamo affrontato giacimenti preziosi di lettere e documenti scritti dallo stesso Leopardi, in particolare per costruire il rapporto simbiotico con Antonio Ranieri». La possibilità di girare all'interno della ricchissima biblioteca di Palazzo Leopardi a Recanati ha conferito, inoltre, la giusta immedesimazione per l'attore-protagonista, Elio Germano somigliante incredibilmente sullo schermo a un celebre ritratto del poeta di Recanati.

APPLAUSI PER GERMANO - «Martone mi ha fatto un enorme regalo ad offrirmi questo personaggio - ha spiegato Germano in conferenza stampa dove è stato lungamente applaudito insieme al regista e a tutto il cast - questo è, forse, il film che ho preparato di più. Mi sono immerso nella lettura di un'infinità di materiale tant'è che ero quasi infastidito dal dover iniziare le riprese. Mi trovavo molto bene nella dimensione dell'apprendimento e con piacere mi sono gettato in uno 'studio matto e disperatissimo', come diceva il poeta. Ho avuto il privilegio, inoltre, di poter abitare gli ambienti frequentati da Leopardi e questo mi ha aiutato moltissimo, a cominciare dalla splendida biblioteca del palazzo avito a Recanati».

RIONDINO:  TRA GIACOMO E ANTONIO AMICIZIA FRATERNA - Michele Riondino ha vestito i panni di Antonio Ranieri, napoletano anch'egli letterato che conosce Leopardi nel momento in cui viene allontanato dalla sua città. L'incontro avviene a Firenze e da quel momento in poi tra i due nasce un rapporto d'amicizia che pare sconfinare in una sorta d'amore. «Ho avuto la fortuna di poter lavorare direttamente sugli scritti di Ranieri - ha aggiunto l'attore - sono testi autobiografici. In particolare due: 'Le notti dell'eremita' che arriva fino al momento dell'incontro con Leopardi e poi '7 anni di sodalizio', scritto da Ranieri quasi al termine della vita che racconta proprio gli anni vissuti accanto al poeta di Recanati». L'amore tra i due deve essere interpretato alla luce dell'accezione romantico-ottocentesca «quello tra Giacomo e Antonio non è un rapporto che possa essere racchiuso in una relazione omosessuale, semmai una profonda amicizia fraterna».

ANNA MOUGLALIS, LA «FATALE» FANNY - Anna Mouglalis ne «Il giovane favoloso» interpreta un personaggio chiave nella vita di Leopardi: la splendida e fatale Fanny Targioni Tozzetti. La donna di cui il poeta si innamora follemente ma che, invece, ha una relazione con Ranieri. L'attrice ha sottolineato la difficoltà di misurarsi con i testi del poeta, «poco conosciuto in Francia» perché molto difficile da tradurre. «Mario Martone - ha spiegato la bella attrice - mi ha fatto avere una buona traduzione delle poesie di Leopardi in inglese e così ho potuto costruire sulla base degli scritti il mio personaggio».

RAGONESE, LA SORELLA PAOLINA - Altra storia per Isabella Ragonese che nel film interpreta la fedele Paolina Leopardi, sorella di Giacomo col quale intrattiene un rapporto viscerale e simbiotico fino alla fine. «Ho potuto lavorare studiando gli scritti di Paolina, una donna che non ha mai potuto lasciare Palazzo Leopardi a Recanati ma che dal fratello Giacomo beveva ogni parola sulla vita all'esterno. Giacomo Leopardi ha continuato a corrispondere con la sorella fino alla sua morte. Il loro era un rapporto profondo, quasi da gemelli, fatto di dedizione e di una grande fisicità».

POPOLIZIO, IL PADRE SEVERO - Massimo Popolizio, un severo e convincente Monaldo Leopardi, il padre del poeta ha potuto spaziare nella sceneggiatura offrendo un'interpretazione, a tratti materna, dello spigoloso genitore del poeta. «Monaldo è rigido, possessivo, geloso di questo figlio che vorrebbe sempre intento allo studio. Eppure si concede dei gesti materni, come tagliargli la carne o aiutarlo nelle tante difficoltà fisiche che Leopardi incontra sin dalla giovinezza».

PER LA PRODUZIONE UNA SCOMMESSA - «Il giovane favoloso» è una straordinaria operazione culturale, coraggiosa soprattutto in tempi di crisi, ha evidenziato uno dei produttori del film, Carlo Degli Esposti. «Questo è un progetto atipico perché fare un film così grande su Leopardi oggi è andare dalla parte opposta rispetto al mercato che sembra prediligere il genere commedia. Eppure, questa produzione è stata adottata dalla Regione Marche che ci ha creduto così come il Ministero dei Beni Culturali, è un vero tax credit, un progetto a cui hanno creduto anche 15 industriali che hanno scommesso su questo film e noi speriamo vincano la scommessa». Ha fatto eco Paolo Dal Brocco (Rai Cinema) che ha concluso: «Rai Cinema non poteva non essere in questo film».