19 settembre 2019
Aggiornato 17:00
La Lega Nord propone di chiudere la festa del Cinema di Roma

Busin (LN): la respirazione bocca a bocca non rianimerà un festival nato morto

1 milione di euro: questa, l'entità del finanziamento che il Ministro dei Beni culturali Franceschini, tramite l'Istituto Luce, ha per ora destinato alla rassegna cinematografica romana. Un provvedimento che non è piaciuto al Capogruppo veneto della Lega in Commissione Bilancio, Filippo Busin. Il quale ricorda che, di vera kermesse cinematografica, in Italia ce n'è una sola: la Mostra di Venezia

ROMA - E’ di qualche giorno fa la notizia del finanziamento, da parte del Ministro dei Beni culturali Franceschini tramite l’Istituto Luce, del FilmFest di Roma con un milione di euro. E a chi lo interrogava sul controverso rapporto tra la kermesse romana e la Mostra del Cinema di Venezia, il Ministro rispondeva: «Non c’è nessuna concorrenza o improbabile competizione con la Mostra di Venezia. Roma perde il concorso e si trasforma da festival in festa». Non è dello stesso avviso Filippo Busin, Capogruppo veneto della Lega Nord in Commissione Bilancio, che giudica la decisione di Franceschini uno «spreco di risorse»

Che cosa pensa del rifinanziamento e del rilancio del FilmFest di Roma annunciato da Franceschini, che ha assegnato alla Capitale 1 milione di euro per la sua manifestazione cinematografica? Crede che tale iniziativa possa andare a discapito, invece, della Mostra del Cinema di Venezia?
«Io ho appreso con dispiacere questa notizia»,  risponde l’Onorevole Busin, «perché mi sembrano risorse buttate, in un momento in cui le risorse sono poche e andrebbero concentrate. La Mostra del Cinema di Venezia, che ormai ha 30 anni di vita, è una kermesseche ha una certa tradizione e visibilità internazionale. Andare a disperdere quelle poche risorse che abbiamo in un Paese che ha sì alle spalle una grande tradizione cinematografica, ma che andrebbe ormai quantomeno rinvigorita, mi pare assurdo. Cercare di risollevare un festival che è nato morto, perché è un’idea velleitaria di Veltroni che non è mai decollata, mi sembra significhi fare del male al cinema italiano», puntualizza Busin. «La vedo come un’operazione da condannare e controproducente. Un’operazione che, oltretutto, mette due città una contro l’altra: sembra che a Roma sia più facile ottenere tutto, mentre nella periferia dell’impero sia più difficile fare anche le cose logiche», conclude il Capogruppo in Commissione Bilancio della Lega.

Secondo lei il Festival del Cinema di Roma andrebbe chiuso?
«Ma certo: fosse stato per me, non l’avrei mai aperto», dichiara l’Onorevole. «Era solo un’idea bislacca di Veltroni che aveva questa grande passione per il cinema, per carità, assolutamente lecita; ma evidentemente non si è ricordato che c’era un altro festival che andava sostenuto e valorizzato, che è quello della Mostra del Cinema di Venezia; non c’era bisogno di creare un doppione in un Paese piccolo come l’Italia che, oltretutto, nel panorama cinematografico non è molto rilevante: può aver avuto un passato glorioso, ma ora il cinema italiano ha bisogno di essere rilanciato. Di certo, non lo si può fare disperdendo le forze in questo modo», risponde Busin.

Voi come Lega pensate di fare qualcosa sull’argomento, magari di presentare un’interrogazione in merito?
«Vedremo in futuro cosa fare; noi siamo sempre critici quando si disperdono le risorse, concedendo questi finanziamenti che sembrano quasi delle marchette», risponde l’Onorevole. «Non è che con un milione di euro si possa rilanciare una kermesse che non ha suscitato nessun interesse a livello internazionale: significa semplicemente buttare i soldi. In futuro, penso che faremo anche qualche interrogazione; senz’altro è una notizia che abbiamo appreso con grande dispiacere, e non perché siamo leghisti; l’abbiamo presa male perché è una decisione decisamente sbagliata, che non tiene conto delle evidenze», sottolinea Busin.