17 ottobre 2019
Aggiornato 12:31
Muller: «La giuria subito colpita dal Faust di Sokurov»

Crialese: «Gli Italiani? Troppo complottisti»

Il regista replica alle dietrologie sul premio al suo Terraferma. Emozione in Sicilia per premio a Crialese. Muller: «La giuria subito colpita dal Faust di Sokurov»

VENEZIA - «Gli italiani sono troppo masochisti e complottisti. Certe insinuazioni sul mio premio, in un palmares come quello di ieri che ha dichiaratamente privilegiato film con tematiche sociali e l'arte dell'immagine, mi fanno venire voglia di emigrare. Possibile che in questo Paese si cerchi sempre il complotto? Come si trova così l'entusiasmo per andare avanti?». Emanuele Crialese replica con un velo di amarezza alle dietrologie sul premio speciale consegnato dalla giuria della Mostra del Cinema di Venezia al suo film Terraferma, incentrato sul tema dell'immigrazione. Qualche giornalista aveva infatti ipotizzato che i vertici del Festival, in scadenza di mandato, avrebbero spinto per premiare un film italiano alla ricerca della propria conferma. «Ma come si fa a pensare che un regista come Aronofsky si faccia corrompere - prosegue Crialese -. Trovo poi davvero assurdo che durante la proiezione del film di Cristina Comencini qualcuno fischi o rida sulle scene drammatiche. Si può aspettare la fine. Certe persone dovrebbero andare a vedere le partite di calcio, non i film».
«Mi inorgoglisce essere sul podio di un concorso come quello di quest'anno - continua -. Ero pessimista sulla possibilità di ricevere un premio così importante proprio perché molti film erano bellissimi». Il ritiro del premio a Venezia si è rivelato un'odissea: «Ci siamo imbarcati sull'aereo da Lampedusa ma non riusciva a decollare - spiega il regista -. Quando avevamo perso le speranze, abbiamo scoperto che c'era un charter per Rimini e l'abbiamo preso. Da lì abbiamo viaggiato tre ore su un pulmino senza ammortizzatori. E finalmente siamo arrivati».

Emozione in Sicilia per premio a Crialese - Il riconoscimento al Festival di Venezia del premio speciale della Giuria al film Terraferma, del regista Emanuele Crialese - dedicato al tema dell'immigrazione - ha amplificato l'emozione suscitata nei cittadini di Lampedusa dalla proiezione in anteprima avvenuta alcuni giorni fa sulla maggiore delle Pelagie. La pellicola, girata interamente a Linosa, seconda isola dell'arcipelago agrigentino per dimensione, ha coinvolto emotivamente gli isolani, che vi hanno ritrovato esaltato quel principio di accoglienza e di ospitalità nei confronti degli extracomunitari, che rappresenta il loro tratto distintivo.
Tra i primi a inviare un messaggio al regista romano di origini siciliane è stato il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, che complimentandosi per il premio ha parlato di «giusto riconoscimento ad un'opera corale di alto significato sociale e di indiscussa professionalità». Preoccupato per le ripercussioni negative che il fenomeno dell'immigrazione ha avuto sull'economia di Lampedusa negli ultimi mesi, poi, il sindaco dell'isola Bernardino De Rubeis si augura che il film possa rappresentare un'occasione di rilancio per l'immagine dell'isola, fortemente compromessa dalla forte ondata di sbarchi che fino a ieri ha portato dal Nordafrica più di 600 disperati. Il primo cittadino quindi auspica che possano essere riproposti con decisione soprattutto gli aspetti positivi di una terra che nonostante tutto non ha mai smarrito il suo fascino, e può contare sempre sul suo meraviglioso patrimonio naturale.
L'emozione dei lampedusani, però, lascia spazio anche a qualche perplessità sui possibili effetti negativi derivanti dalla distribuzione del film. Da alcuni mesi, infatti, il malcontento dei cittadini di Lampedusa nei confronti dei mezzi di comunicazione ha subito un'impennata, e non sono pochi a ritenere che la stampa in particolare abbia trasmesso troppo spesso un immagine distorta dell'emergenza immigrati, attualizzando problemi superati ormai da tempo, e contribuendo a penalizzare il rilancio dell'attività turistica. Un film come Terraferma, che affronta l'argomento degli sbarchi di extracomunitari, dunque, rischia a loro avviso di riproporre ancora una volta esclusivamente sotto questa luce l'isola, legando ulteriormente a doppio filo a questa tematica l'immagine dell'arcipelago.

Lei: «Grande soddisfazione per il premio a Terraferma» - «Oggi è un grande giorno di soddisfazione e di orgoglio per l'intera azienda Rai, dal Presidente al Consiglio di Amministrazione, alla Direzione Generale e a tutte le maestranze. L'assegnazione del Premio Speciale per la Giuria a Terraferma, l'opera di Emanuele Crialese coprodotto da Rai Cinema è la testimonianza che anche il film che racconta realtà difficili e drammatiche come quelle dei migranti, arriva al cuore della critica come a quello del grande pubblico». Lo ha dichiarato il Direttore Generale della Rai, Lorenza Lei.
«In questa edizione del Festival del Cinema di Venezia - continua il Direttore Generale in una nota - la Rai ha presentato ben 21 titoli tra film e documentari, uno sforzo creativo e produttivo importante e necessario per una azienda come la nostra che non deve mai dimenticare che la cultura e la sua divulgazione sono un valore. Terraferma, con tutte le problematiche e le domande attuali e brucianti che porta con sé - ha concluso Lorenza Lei - è una delle migliori espressioni del buon cinema e, per quanto riguarda la Rai, anche del buon servizio pubblico».

Muller: «La giuria subito colpita dal Faust di Sokurov» - «La giuria è stata subito conquistata da Faust, è il primo titolo che hanno visto e poi hanno voluto rivederlo con il pubblico. Così come da subito avevano deciso che Terra Ferma avrebbe preso un premio». Marco Muller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia, commenta così le scelte della giuria.
«I giurati avrebbero voluto dare un premio anche a Cronenberg per l'insieme della sua opera - rivela il direttore - ma lui ha rifiutato». Sulle voci di una delusione della casa di produzione Medusa per la mancata assegnazione di un premio al film di Polanski, Marco Muller cerca di spegnere le polemiche: «Dovreste chiedere alla giuria, credo abbia prevalso la consapevolezza che a Polansky potesse andare solo il Leone d'Oro. Credo poi che tutti i distributori sperino di tornare da Venezia con un premio per i loro film».