21 settembre 2019
Aggiornato 17:00
Diario del Festival di Venezia

A Venezia è il giorno dell'Italia: «Terraferma» di Crialese

Oggi lunghi applausi per «Cose dell'altro mondo», Patierno: «Non è un film ideologico». Domani in concorso la sesso-dipendenza di «Shame» di Steve McQueen

VENEZIA - Domani è il giorno della proiezione del primo film italiano in concorso alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Venezia 68. Si tratta di Terraferma di Emanuele Crialese, protagonisti Filippo Pucillo, Donatella Finocchiaro, Giuseppe Fiorello, Claudio Santamaria. La pellicola racconta le vicende degli immigrati che sbarcano sulle coste italiane. In particolare quella di due donne, un'isolana e una straniera: l'una sconvolge la vita dell'altra. Eppure hanno uno stesso sogno, un futuro diverso per i loro figli, la loro terraferma.

A Venezia 68 in concorso anche Shame del regista Steve McQueen, autore di Hunger, con Michael Fassbender, Carey Mulligan, James Badge e Nicole Beharie. La trama ruota attorno al tormentato Brandon, un uomo sulla trentina che vive a New York ed è incapace di gestire la propria vita sessuale. Quando la sorellina ribelle si stabilisce nel suo appartamento, Brandon perde sempre più il controllo del proprio mondo.

Wilde Salome è l'altro atteso film fuori concorso che vede alla regia Al Pacino. Il film proietta il pubblico nella vita personale di Al Pacino come mai era successo prima, offrendo un ritratto intimo e profondo della più grande icona del cinema alle prese con il ruolo più impegnativo mai interpretato: se stesso e il re Erode nel dramma tratto da Oscar Wilde. Nel cast Jessica Chastain, Kevin Anderson. Hanno partecipato al film Tom Stoppard, Gore Vidal, Bono, Tony Khusner e Merlin Holland, nipote di Oscar Wilde.

Fuori concorso la pellicola di Nicholas Ray We can't go home again, capolavoro sperimentale nella nuova versione restaurata. Nicholas Ray lo ha realizzato con gli studenti della State University of New York di Binghamton, un lavoro che incarna l'approccio di Ray alla regia come stile di vita comunitario. Il film documenta il ricorso del regista all'immagine multipla per raccontare più di una storia simultaneamente e alla colorizzazione per accentuare l'espressività emotiva.

Lunghi applausi per «Cose dell'altro mondo» - Cose dell'altro mondo, il film di Francesco Patierno presentato nella sezione Controcampo Italiano alla 68esima Mostra del Cinema di Venezia, ha conquistato il pubblico e tutti gli accreditati nella proiezione in Sala Grande.
Numerosi applausi durante la proiezione e diversi minuti anche al termine per tutto il cast presente in sala: dal regista Francesco Patierno, al protagonista Diego Abatantuono che interpreta un imprenditore-editore televisivo che dalla sua emittente attacca continuamente gli immigrati, Valerio Mastrandrea, un commissario romano e Valentina Lodovini, una maestra che aspetta un figlio da un operaio africano.

Patierno: «Non è un film ideologico» - «Cose dell'altro mondo» non è un film ideologico, non vuole chiamare in ballo la Lega ma è piuttosto «un film sui sentimenti, su cosa accadrebbe non solo produttivamente ma anche emotivamente se gli immigrati scomparissero». Lo ha spiegato lo stesso regista, Francesco Patierno alla stampa dopo la proiezione del film. La trama ruota attorno a Mariso Golfetto, imprenditore ed editore televisivo che dalla sua rete declama ogni giorno contro gli immigrati da una imprecisata località del Veneto. Chiede che scompaiano e viene esaudito. Le conseguenze produttive ed emotive saranno drammatiche.
«Volevamo promuovere il film sui contenuti non sul marketing - ha sottolineato il regista - l'accoglienza in sala è stata molto indicativa del fatto che il film non è ideologico ma porta lo spettatore a una riflessione. Non ci sono slogan politici e ideologici parla di sentimenti.
Il personaggio di Abatantuono, l'imprenditore Mariso Golfetto non ha alcuna parentela con l'industriale trevigiano scomparso Giorgio Panto. Patierno ha tenuto a precisarlo: «Come si fa a dire che il protagonista assomiglia a Panto? Ho già dichiarato che la fonte d'ispirazione è un assessore del nord, nemmeno veneto, che faceva discorsi su youtube quasi interamente copiati.
Una fonte assolutamente verificabile per cui Panto non c'entra niente, altrimenti il collo alto invece che metterlo all'assistente lo avrei messo ad Abatantuono».
Mariso Golfetto, alias Abatantuono, spegne le polemiche con una battuta: «Io, poi, col collo alto sto molto bene avrei avuto un collo alla Modigliani. Comunque - ha ribadito l'attore associandosi alle dichiarazioni del regista - sul film è nata una polemica sulla fiducia che pochi hanno cavalcato. Ma evidentemente ha aiutato a vedere il film».

Cordoglio dalla Biennale per la morte della mamma della Puccini - La madrina della 68esima Mostra del Cinema di Venezia, l'attrice Vittoria Puccini è stata colpita da un grave lutto. Ieri a Firenze è morta improvvisamente la madre di 60 anni.
L'attrice aveva già lasciato il Lido dopo la serata inaugurale, ma avrebbe dovuto farvi ritorno il 5 settembre per condurre la cerimonia di premiazione sabato 10.
Condoglianze sono giunte dalla Biennale e dalla Mostra del Cinema, dal presidente Paolo Baratta e dal direttore del festival, Marco Muller. «Tutta la Biennale e la Mostra le sono vicini con molto affetto», si legge in una nota ufficiale.