19 settembre 2019
Aggiornato 02:00
Cinema | Festival di Venezia

Baratta: «Venezia fa la diagnosi della crisi e ne coglie l'aspetto psicologico»

L'edizione numero 70 della Mostra ha portato in concorso molti film che parlano di violenza, di abusi e di tematiche estremamente disturbanti. Forse specchio dei temi non proprio sereni, come hanno avuto modo di commentare i due protagonisti del festival, il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Alberto Barbera

VENEZIA - L'edizione numero 70 della Mostra del Cinema di Venezia ha portato in concorso molti film che parlano di violenza, di abusi e di tematiche estremamente disturbanti. Forse specchio dei temi non proprio sereni, come hanno avuto modo di commentare i due protagonisti del festival, il presidente della Biennale Paolo Baratta e il direttore Alberto Barbera.

«La Mostra - ha sottolineato Baratta - fa la diagnosi della crisi e ne coglie l'aspetto psicologico. La crisi economica diventa vera crisi quando è nella testa delle persone e quando non c'è più fiducia nel prossimo fino alle estreme conseguenze. Serve ripristinare i rapporti di fiducia. Questa mostra è una vera diagnosi della crisi».

Lo stesso Barbera che con il suo team ha scelto tutti i film presentati a Venezia ha riconosciuto la cupezza dei tempi espressa dalla cinematografia mondiale. «Scegliamo i film uno per uno. Il percorso si costruisce in tre mesi - ha spiegato il direttore del festival - e devi decidere subito se lo prendi o no. I film vengono giudicati di per sè. E in effetti molti film ruotavano attorno al tema della violenza in famiglia».

Barbera: Mai avuto pressioni dalla politica - Barbera ha poi risposto a chi gli chiedeva se la politica influenza il festival.» Non ho mai sentito la pressione della politica ho lavorato in assoluta libertà e in coerenza rispetto al progetto condiviso e concordato. «Sono contento dei film che ho scelto. Ho rinunciato a film con cast stellari perchè non mi piacevano».

La Mostra del Cinema e la Biennale hanno riscosso grande successo anche on line. Sono 160.000 i follower di Fb e Twitter e la Biennale è la istituzione italiana con più follower su questi due social network.