25 giugno 2017
Aggiornato 10:30
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Strage di cristiani copti al Cairo

L'attentato non è al momento stato ancora rivendicato. I copti costituiscono circa il 10% della popolazione egiziana e sono stati spesso vittime di discriminazioni e persecuzioni da parte della maggioranza musulmana. Nell'esplosione altre 31 persone sono rimaste ferite, secondo il ministero della Salute.

ENI non smette di cercare idrocarburi in Egitto

Il Cane a sei zampe si è aggiudicato due nuove licenze esplorative nell'offshore egiziano diventando operatore del blocco North El Hammad con la quota del 37,5% (in compartecipazione con BP, 37,5%, e Total, 25%) e acquisendo la partecipazione del 50% nel blocco North Ras El Esh (in compartecipazione paritetica con BP 50%, che avrà il ruolo di operatore)

«Ruolo importante per Saipem» nel più grande giacimento di gas del Mediterraneo

Per l'ad di Eni, Claudio Descalzi «è ancora presto per dirlo dobbiamo ancora definire la joint venture con il governo egiziano» ma se si vuole procedere velocemente come auspicato dalla autorità del Cairo, la controllata che si occupa di ingegneristica è in pole position. Inoltre sotto il campo di Zohr da 850 miliardi di metri cubi di metano potrebbe essercene un altro, ha rivelato il manager

ENI investirà 5 miliardi di dollari in Egitto

Il Cane a sei zampe ha siglato un accordo quadro con le autorità egiziane per estrarre 200 milioni di barili di petrolio e circa 37 miliardi di metri cubi di gas. Il colosso energetico italiano inoltre ha intenzione di puntare al mercato locale, come fornitore di servizi energetici, vista la crescente domanda nel Paese

Isis: ora tocca alla Tunisia?

Secondo Abdallah Al Thani, leader del governo riconosciuto dall'Occidente, milizie jihadiste dello Stato Islamico e quello di Boko Haram hanno raggiunto o stanno raggiungendo i gruppi terroristici presenti in Libia e stanno marciando verso l'ex colonia francese, dover però la notizia non viene riportata. Intanto rumors parlano di uno sconfinamento di truppe egiziane in suolo libico

Crisi Russia e Libia: l'Italia rischia di restare a secco?

Un comunicato odierno della libica National oil company ha fatto destare preoccupazioni per gli approvvigionamenti energetici italiani. La compagnia ha avvertito che il prolungarsi della crisi nel Paese potrebbe imporre un completo stop della produzione «in tutti i settori». Un pericolo per il gasdotto Greenstream da cui importiamo il 9,2% del fabbisogno di metano

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