27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
La crisi israelo-palestinese

Gaza, distruzione tunnel Hamas quasi completata

Entro le prossime 24 ore l'esercito israeliano sarà in grado di annunciare la distruzione di tutti i tunnel che collegano la Striscia di Gaza la territorio dello Stato ebraico: è quanto scrive il quotidiano israeliano Ha'aretz.

GAZA - Entro le prossime 24 ore l'esercito israeliano sarà in grado di annunciare la distruzione di tutti i tunnel che collegano la Striscia di Gaza la territorio dello Stato ebraico: è quanto scrive il quotidiano israeliano Ha'aretz.
Secondo il quotidiano alla vigilia dell'offensiva l'esercito era a conoscenza dell'esistenza di 31 diverse gallerie, la cui distruzione dovrebbe essere completata entro sabato; altri tunnel sono però stati localizzati nel corso delle operazioni militari.
Al termine delle operazioni di smantellamento, conclude Ha'aretz, Tsahal intenderebbe ritirare i propri effettivi dalle zone abitate di Gaza per ridispiegarli qualche centinaio di metri oltre la recinzione che segna la frontiera con il territorio costiero, per evitare infiltrazioni ed essere pronto ad eventuale nuove operazioni.

1600 morti palestinesi in 26 giorni di offensiva Israele - Sono ormai circa 1.600 i morti palestinesi nell'offensiva israeliana «Barriera Protettiva» nella Striscia di Gaza, entrata oggi nel suo 26esimo giorno. Lo riporta l'edizione online del quotidiano israeliano Haaretz che cita fonti dei soccorsi palestinesi. Sono invece 63 i soldati israeliani morti nell'operazione, secondo l'ultimo aggiornamento, sempre stando al medesimo organo di stampa.

L'iniziativa egiziana per la tregua a Gaza - L'iniziativa egiziana per un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza oggi ha avuto l'appoggio del premier Matteo Renzi, anche a nome di presidente di turno dell'Unione europea. L'iniziativa egiziana è stata presentata alcuni giorni dopo il lancio dell'offensiva israeliana Barriera Protettiva a Gaza. Non se ne conoscono i termini dettagliati ma prevede l'immediata «distensione, il cessate il fuoco e l'immediato avvio dei negoziati» e il negoziato indiretto di un cessate-il-fuoco più stabile, come avvenne nel novembre 2012 per la fine dell'operazione israeliana Pilastro di Difesa. La proposta, accettata da Israele, è stata respinta da Hamas che chiedeva come precondizioni la revoca del blocco israeliano in vigore nella Striscia dal 2006, l'apertura della frontiera di Rafah con l'Egitto e la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti dallo Stato ebraico.
Nonostante il fallimento ieri della tregua umanitaria di 72 ore, l'Egitto ha assicurato di aver mantenuto il suo invito alle delegazioni israeliana e palestinese a venire al Cairo a negoziare l'accordo di cessate-il-fuoco nell'ambito della sua proposta. Lo stesso presidente palestinese Abu Mazen ha confermato, sempre ieri, che una delegazione composta da membri del suo movimento Fatah, ma anche di Hamas e della Jihad islamica, si sarebbe recata oggi «in qualunque circostanza» in Egitto per dei colloqui. A proposito della composizione della delegazione, il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha sottolineato oggi, in conferenza stampa con Matteo Renzi al Cairo, che i membri, compresi quelli di Hamas, sono stati scelti dal presidente dell'Autorità palestinese.
Due giorni fa il quotidiano egiziano al Ahram, citato dal Jerusalem Post, riportava che della delegazione palestinese avrebbero fatto parte due rappresentanti di Fatah - Azam al Ahmad e il capo dell'intelligence, generale Majad Faraj - il vice segretario generale della Jihad islamica, Ziad Nahla, e il numero due dell'ufficio politico di Hamas, Mussa Abu Marzuk, vice di Khaled Meshaal.