14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Petrolchimico

ENI non smette di cercare idrocarburi in Egitto

Il Cane a sei zampe si è aggiudicato due nuove licenze esplorative nell'offshore egiziano diventando operatore del blocco North El Hammad con la quota del 37,5% (in compartecipazione con BP, 37,5%, e Total, 25%) e acquisendo la partecipazione del 50% nel blocco North Ras El Esh (in compartecipazione paritetica con BP 50%, che avrà il ruolo di operatore)

IL CAIRO - Eni si è aggiudicata due nuove licenze esplorative nell'offshore dell'Egitto nell'ambito del Bid Round Internazionale competitivo EGAS 2015. Eni - informa un comunicato - diventa operatore del blocco North El Hammad con la quota del 37,5% (in compartecipazione con BP, 37,5%, e Total, 25%) e acquisisce la partecipazione del 50% nel blocco North Ras El Esh (in compartecipazione paritetica con BP 50%, che avrà il ruolo di operatore).

I DUE BLOCCHI - I due blocchi, che saranno gestiti attraverso la controllata Ieoc, sono situati nelle acque poco profonde dell'offshore egiziano del Mediterraneo adiacente al Delta del Nilo e sono situati rispettivamente a sud-ovest dell'area di El Temsah e a ovest dell'area di Baltim, dove Eni opera campi e infrastrutture di produzione già esistenti. North El Hammad e North Ras El Esh si estendono in aree, rispettivamente, di 1.389 e 1.927 chilometri quadrati. Le due nuove aggiudicazioni, che seguono quella recente dei blocchi offshore di Karawan e North Leil, nelle acque profonde del Mediterraneo, consolidano la posizione di Eni in Egitto, paese di importanza storica e strategica per la società, e rilanciano ulteriormente l'attività esplorativa nell'offshore del paese dopo le recenti importanti scoperte di Nidoco West e Zohr.

DESCALZI, IN 2016 AVREMO NOVITA' SU ZOHR - Intanto nei giorni scorsi l'amministratore delegato del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, ha spiegato che entro la metà del 2016 la società saprà se c'è un altro giacimento sotto Zohr, la maxiscoperta di gas annunciata da Eni in Egitto. «In Egitto - ha detto - ora stiamo studiando il progetto per richiedere le autorizzazioni alle autorità egiziane. Riprenderemo le perforazioni a gennaio - ha aggiunto - e credo che prima di maggio o giugno 2016 non saremo in grado di dire se ci sono fatti nuovi».