5 giugno 2020
Aggiornato 13:30
Oil&Gas

«Ruolo importante per Saipem» nel più grande giacimento di gas del Mediterraneo

Per l'ad di Eni, Claudio Descalzi «è ancora presto per dirlo dobbiamo ancora definire la joint venture con il governo egiziano» ma se si vuole procedere velocemente come auspicato dalla autorità del Cairo, la controllata che si occupa di ingegneristica è in pole position. Inoltre sotto il campo di Zohr da 850 miliardi di metri cubi di metano potrebbe essercene un altro, ha rivelato il manager

ROMA - «Penso che Saipem avrà un ruolo importante» nello sviluppo del maxi giacimento di gas scoperto da Eni in Egitto, ha detto l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, rispondendo alle domande dei parlamentari nel corso dell'audizione alle commissioni industria di Camera e Senato. Tuttavia «è ancora presto per dirlo - ha aggiunto - dobbiamo ancora definire la joint venture con il governo egiziano. Però penso che Saipem avrà un ruolo importante se vogliano procedere velocemente». Intanto Descalzi ha ricordato che è di Saipem la nave che si sta utilizzando per l'esplorazione del giacimento. L'ad Eni inoltre ha detto di confidare che lo sviluppo del giacimento di gas abbia ricadute per tutto l'indotto italiano.

FORSE UN ALTRO GIACIMENTO - Il manager ha quindi ricordato che lo sviluppo del maxi giacimento di gas scoperto in Egitto è al 100 per cento Eni, rivelando che potenziali partner avrebbero potuto entrare nel progetto ma poi «fortunatamente per noi e sfortunatamente per loro» hanno rinunciato. Quanto alle quantità di metano la stima sul giacimento Zohr di 850 miliardi di metri cubi è «conservativa», secondo il numero uno del Cane a sei zampe, che ha paventato l'ipotesi che vi possa essere un altro grande giacimento sotto quello individuato, che non sarebbe a gas puro ma potrebbero esserci condensati e olio. Sui tempi invece Descalzi ha detto che l'Egitto intende sviluppare in tempi rapidi la scoperta, entro il 2017, e che l'Eni presenterà il piano di sviluppo nelle prossime settimane. In merito ai costi, lo sviluppo del giacimento richiederà investimenti «sotto i 10 miiardi di euro», ha ipotizzato l'ad, ricordando che l'Egitto ha indicato un costo per lo sviluppo tra 6 e 7 miliardi di euro, e «in genere per giacimenti di queste dimensioni i costi sono più alti». Una volta a regime per Descalzi nella fase di massimo sfruttamento la stima produttiva è di «70-80 milioni di metri cubi al giorno, quindi 30-35 miliardi l'anno. Si tratta di un valore estremamente importante». Oggi l'Egitto consuma intorno ai 45 miliardi di metri cubi di gas l'anno.

RIVALUTARE AREE MATURE - In conclusione il manager ha ribadito che la scoperta valorizza la strategia di Eni di «insistere sui giacimenti convenzionali, cioé meno costosi, e su aree che già conosciamo». L'ad Eni ha sottolineato inoltre l'importanza e la valenza di «rivalutare le aree mature».

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