4 aprile 2020
Aggiornato 03:30
Gas

L'Eni scopre il giacimento di gas più grande del Mediterraneo

Secondo la compagnia italiana dalle informazioni geologiche e geofisiche disponibili, e dai dati acquisiti nel pozzo di scoperta, il giacimento supergiant presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente) e un'estensione di circa 100 chilometri quadrati

IL CAIRO – Enorme giacimento di gas scovato dall'Eni a largo delle coste egiziane, nel prospetto esplorativo denominato Zohr. E' il più grande mai scoperto nel Mediterraneo. Secondo la compagnia italiana dalle informazioni geologiche e geofisiche disponibili, e dai dati acquisiti nel pozzo di scoperta, il giacimento supergiant presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente) e un'estensione di circa 100 chilometri quadrati.

CONTROLLO 100% DI ENI - Il pozzo Zohr 1X, attraverso il quale è stata effettuata la scoperta, è situato a 1.450 metri di profondità d'acqua, nel blocco Shorouk (100% Eni attraverso la controllata IEOC Production BV), siglato nel gennaio 2014 con il ministero del Petrolio egiziano e con la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) a seguito di una gara internazionale competitiva. Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale. Eni svolgerà nell'immediato le attività di delineazione del giacimento per assicurare lo sviluppo accelerato della scoperta che sfrutti al meglio le infrastrutture già esistenti, a mare e a terra.

DESCALZI, SCOPERTA STORICA - L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, si è recato ieri al Cairo per aggiornare il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, su questo importante successo, e per parlare della nuova scoperta con il primo ministro del paese, Ibrahim Mahlab, e con il ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Sherif Ismail. L'ad di Eni ha commentato: «E' un giorno davvero importante. E' la conferma delle nostre competenze e delle nostre capacità di innovazione tecnologica con immediata applicazione operativa, e dimostra soprattutto lo spirito di forte collaborazione tra tutte le componenti aziendali che sono alla base di questi grandi successi. La strategia che ci ha portato a insistere nella ricerca nelle aree mature di paesi che conosciamo da decenni si e' dimostrata vincente, a riprova che l'Egitto presenta ancora un grande potenziale. Questa scoperta storica sarà in grado di trasformare lo scenario energetico di un intero paese, che ci accoglie da oltre 60 anni. L'esplorazione si conferma al centro della nostra strategia di crescita: negli ultimi 7 anni abbiamo scoperto 10 miliardi di barili di risorse e 300 milioni negli ultimi sei mesi, confermando così la posizione di Eni al top dell'industria. Questa scoperta assume un valore ancora maggiore poiché fatta in Egitto, paese strategico per Eni, dove possono essere sfruttate importanti sinergie con le istallazioni esistenti permettendoci una rapida messa in produzione».

RENZI, COMPLIMENTI AD ENI - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è congratulato con l'ad di Eni, Claudio Descalzi per l'importante ritrovamento offshore di gas in Egitto. Lo rende noto Palazzo Chigi. «Complimenti a Eni per questo straordinario risultato di un lavoro di ricerca che si inserisce nell'ambito dei rapporti tra Italia ed Egitto, in un'ottica di partnership economica strategica che riguarda il nostro Paese e più in generale l'intero continente africano», ha sottolineato Renzi, che ha sentito il presidente egiziano Al-Sisi per commentare insieme l'impatto di questa scoperta sulla stabilità energetica del Mediterraneo e più in generale sulle prospettive di sviluppo della regione.

DESCALZI, GAS ANCHE PER ITALIA - Descalzi ha quindi sottolineato le ricadute anche per l'Italia della scoperta: «Per l'Egitto significa l'autosufficienza energetica, con tutto ciò che questo comporta, compresa una maggiore stabilità in tutta l'area. Per l'Italia l'opportunità di importare una parte di quel gas che l'Egitto non userà. E per il nostro gruppo significa ovviamente mettersi al sicuro in termini di riserve e di produzione di gas per il futuro». In una intervista a La Stampa, Descalzi ha spiegato che «l'Egitto, fino ad oggi importatore di gas, diventerà adesso e per i prossimi decenni completamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Anche perché le stime che abbiamo sulla capacità del giacimento, sono per ora piuttosto prudenti e potrebbero essere riviste al rialzo. In ogni caso l'autosufficienza energetica significa che anche l'industria di quel Paese avrà una forte spinta allo sviluppo». Effetti però - ha detto - ci saranno anche per l'Italia. «Gli egiziani hanno bisogno di questo gas ma ne avranno così tanto che una parte potrà andare all'impianto di liquefazione che abbiamo a Damietta e da lì arrivare anche in Italia». Anche sull'Eni, come è naturale, il giacimento egiziano avrà effetti positivi: «Sono scoperte che aumentano il valore, svincolate dal prezzo del petrolio e che hanno una redditività interessante».

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