Poroshenko tiene Kiev ma le grandi città lo abbandonano

I risultati consolidano il quadro emerso tre settimane fa, con il partito del presidente Petro Poroshenko che rimane il primo a livello nazionale, ma molto meno saldo, come tutte le formazioni governative di fronte al ritorno dell'opposizione. Forte invece la dissaffezione degli elettori: nella capitale solo uno su quattro si è recato alle urne.

A Poroshenko resta solo Kiev

Il primo turno delle elezioni locali del 25 ottobre ha rilanciato i partiti d'opposizione e dai ballottaggi di domenica 15 novembre è attesa in sostanza la conferma che la popolarità del capo di stato ucraino è in discesa e fra i maggiori centri solo la capitale Kiev rimarrà sotto il controllo presidenziale.

Ucraina, elezioni amministrative tra accuse e divisioni

La campagna elettorale, già viziata da numerose scorrettezze e intimidazioni, ha inoltre tenuto lontano gli elettori e solo un ucraino su due si è recato alle urne, il 46,62% secondo i dati ufficiali della commissione elettorale. Grande la disillusione in un Paese segnato dalla guerra e sull'orlo del collasso economico.

Putin ha vinto la sua guerra

Diciotto mesi fa, l'Occidente si aspettava di veder rovinare Vladimir Putin sotto i colpi delle sanzioni e i contraccolpi della crisi ucraina. Oggi, lo ammette anche il Washington Post, il tempo lo incorona vincitore. Ma a svettare è anche il suo isolato decisionismo contro l'Is in Siria

Ucraina nel caos a un anno da Minsk

Un anno fa, il 5 settembre 2014, veniva firmato il primo accordo di Minsk, in cui il governo di Kiev e i separatisti filorussi si impegnavano per l'immediato cessate il fuoco nel Donbass e stabilivano a grandi linee la prima road map per il processo di pacificazione e il dialogo nazionale tra il potere centro e la periferia irrequieta

Ucraina: destra allo scontro col Governo, ma no a nuova Maidan

La situazione politico-economica del paese è estremamente difficile e precaria, il nuovo establishment continua a perdere consenso, al momento però non esistono alternative concrete e i problemi emersi con evidenza nelle scorse settimane tra le frange paramilitari e le istituzioni governative rimangono circoscritte e non vi è segno che si possano trasformare in una terza Maidan.

Per Kiev default sempre più vicino

I principali detentori privati del debito dell'Ucraina lamentano l'estrema lentezza dei negoziati con l'esecutivo, che punta a ottenere uno «sconto» di 15,3 miliardi di dollari su quattro anni. In pratica, Kiev chiede una ristrutturazione del debito con una forte svalutazione del valore di rimborso di quanto dovuto ai grandi investitori privati in titoli ucraini.

L'altra guerra: la corruzione che zavorra l'Ucraina

L'Ucraina del presidente Petro Poroshenko e di Arseni Yatseniuk affonda nel mare della corruzione, esattamente come quella di Viktor Yanukovich e, andando ancora più indietro, di Viktor Yushchenko e Leonid Kuchma. A constatarlo è un rapporto stilato da Andrei Marusov, direttore di Transparency International Ukraine

La polveriera ucraina pronta ad esplodere

Non c'è pace per l'Ucraina. Il conflitto nel Sud-Est del Paese è apparentemente congelato, ma non mancano i segnali che, al contrario, è pronto a riesplodere. Attesi stravolgimenti politici dopo le festività di maggio: a rischio, la tenuta del governo del premier Arseni Yatseniuk, le cui carte sono ormai al ribasso.

Ucraina, ucciso giornalista filorusso

E' stato ucciso in Ucraina un giornalista filorusso, Oles Buzin. La notizia si diffonde a poche ore dalla morte di Kalashnikov, ex deputato vicino all'ex presidente Yanukovych, ed è stata confermata dal ministero ucraino dell'Interno. Putin, in proposito, ha parlato di una lunga serie di omicidi politici.