24 gennaio 2020
Aggiornato 15:00
Tra gas e blackout Crimea

Per Mosca si riscalda il fronte ucraino

Una serie d'iniziative di Kiev, negli ultimi giorni, stanno facendo temere sulla tenuta di una fragile tregua che regola un conflitto che lungi dall'essere regolato. Kiev vieta sorvolo aerei civili russi, Gazprom interrompe invio gas.

MOSCA - Mentre Mosca è impegnata in un pesante braccio di ferro in Siria, un altro fronte rischia di riscaldarsi di nuovo: quello ucraino. Una serie d'iniziative di Kiev, negli ultimi giorni, stanno facendo temere sulla tenuta di una fragile tregua che regola un conflitto che lungi dall'essere regolato.

Oggi il primo ministro ucraino Arseniy Yatseunyuk ha annunciato il divieto di sorvolo dello spazio aereo ucraino dal parte degli aerei civili russi per evitare «provocazioni». Una mossa destinata a incrementare le tensioni tra Kiev e Mosca in un momento in cui la laboriosa tessitura delle diplomazie sembra rischiare di squarciarsi.
«Il governo ucraino ha deciso di vietare tutti i voli delle compagnie aeree russe che transitano nello spazio aereo ucraino», ha annunciato Yatsenyuk. «La Russia - ha precisato - potrebbe usare lo spazio aereo ucraino per provocazioni». Un provvedimento, questo, che segue quello preso a fine ottobre di blocco dei collegamenti aerei tra i due paesi. D'altronde, anche Mosca aveva chiuso il proprio spazio aereo ai velivoli ucraini.

Sempre oggi, il colosso russo del gas Gazprom ha annunciato l'interruzione delle forniture di metano all'Ucraina, citando mancati pagamenti da parte di Kiev. Il numero uno Alexey Miller ha aggiunto che la situazione «pone seri rischi» per le forniture di gas russo all'Europa. Yatsenyuk da parte sua ha descritto la situazione in altro modo: «Il governo ha preso la decisione di ordinare a Naftogaz di fermare l'acquisto di gas russo», ha detto il premier in un consiglio dei ministri. «Non sono stati loro (i russi, ndr.) a tagliare le forniture di gas a noi, siamo noi quelli che non le stanno comprando. E questo è stato fatto in relazione con le offerte di prezzo che i nostri partner europei sono meglio di quelle del nostro vicino settentrionale (la Russia, ndr.)».

Queste interruzioni di rapporti vengono dopo che nei giorni scorsi ci sono altri segnali di rottura, mentre Kiev riscalda i motori per aprirsi alla zona di libero scambio con l'Unione europea. Nello scorso weekend la Crimea, annessa dalla Russia a marzo 2014 e reclamata da Kiev, è rimasta al buio per il presunto sabotaggio dei tralicci elettrici da parte di nazionalisti ucraini. Inoltre due giorni fa Yatsenyuk ha ordinato il blocco delle forniture di beni di consumo alla penisola sul mar Nero. Questi passaggi hanno anche dimostrato la fragilità della posizione della Crimea, che al momento dipende per la grandissima parte dei suoi approvvigionamenti dall'Ucraina e ci vorrà tempo perché la Russia ne prenda il posto.

Mosca dal canto suo minaccia da un po' d'introdurre dazi sull'import dei beni alimentari dell'Ucraina, nel momento in cui Kiev entrerà, dal primo gennaio 2016, nell'area di libero scambio europea. Questo ingresso, spiega Mosca, rischia di mettere fuori mercato prodotti russi. La Russia, inoltre, ha in piedi un embargo sui prodotti alimentari Ue in risposta alle sanzioni europee per il suo ruolo nel conflitto ucraino.

Queste schermaglie si producono in un momento in cui nel Donbass, la regione orientale dell'Ucraina teatro del conflitto con i separatisti filorussi, è un corso una tregua di grande fragilità. Un conflitto che è costato 8mila vite da aprile 2014, potrebbe riaprirsi in qualsiasi momento.