15 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

La Russia schiera i missili in Crimea: è vera crisi con l'Ucraina

Mosca dispiegherà una nuova divisione di S-400 dopo la cattura delle navi a Kerch. Gli ucraini avrebbero cercato di avvicinarsi «segretamente»

Le proteste davanti all'ambasciata russa di Varsavia, in Polonia
Le proteste davanti all'ambasciata russa di Varsavia, in Polonia (Pawel Supernak | EPA)

MOSCA – Una nuova divisione di missili S-400 sarà operativa in Crimea prima della fine dell'anno. Lo rende noto il capo del servizio stampa del distretto militare meridionale russo, Vadim Astafyev, gettando benzina sul fuoco della già rovente crisi navale di Kerch, seguita al sequestro da parte russa di tre navi ucraine domenica scorsa.

Processo ai militari
E mentre si attende per oggi il verdetto per dodici marinai ucraini fermati dalla guardie di frontiera russe (gli altri dodici sono comparsi davanti al giudice già ieri e sono stati incarcerati per due mesi), il Servizio di sicurezza federale russo ha fatto pubblicare da Ria Novosti i documenti sequestrati a bordo. Le informazioni raccolte, secondo Mosca, suggeriscono che gli ucraini abbiano cercato di avvicinarsi «segretamente» allo stretto ed entrare nel Mar d'Azov. Il nuovo fronte tra Russia e Ucraina minaccia un ulteriore innalzamento del livello di tensione. Chiaro anche il messaggio del dislocamento del sistema missilistico anti-aereo mobile S-400 Triumph in Crimea: il sistema è infatti progettato per proteggere le più importanti strutture politico-amministrative, economiche e militari e le sue caratteristiche tattiche e tecniche sono superiori a quelle del ben noto S-300.

La tensione si alza
L'annuncio del dispiegamento giunge all'indomani dei commenti del Cremlino sulla legge marziale proclamata in Ucraina che «potrebbe portare a un'escalation» della situazione. «Potenzialmente, l'imposizione della legge marziale in un certo numero di regioni potrebbe rappresentare una minaccia per l'escalation di tensione nell'area di conflitto, vale a dire il sud-est», ha detto Dmitri Peskov, portavoce del presidente russo, dopo che il leader dell'Ucraina Petro Poroshenko ha affermato che la legge marziale viene introdotta in otto regioni dell'Ucraina, nonché nell'area delle coste dell'Azov e del Mar Nero. La Rada ha chiarito che la legge marziale sarà introdotta anche nelle regioni di Zaporozhye e Donetsk.