1 ottobre 2022
Aggiornato 23:00
Ucraina

Giornata dell'Indipendenza dell'Ucraina, perchè la si celebra oggi

Il 24 agosto 1991 «l'Atto di dichiarazione dell'indipendenza», documento che sanciva un nuovo status con il primato della Costituzione ucraina, delle leggi nazionali su quelle sovietiche e il principio dell'inviolabilità del proprio territorio.

Giornata dell'Indipendenza dell'Ucraina, perchè la si celebra oggi
Giornata dell'Indipendenza dell'Ucraina, perchè la si celebra oggi Foto: Agenzia Fotogramma

Il 24 agosto del 1991, con l'Unione sovietica a un passo dalla definitiva implosione, la Verkhovna Rada (il parlamento) della Repubblica socialista sovietica di Ucraina adottò «l'Atto di dichiarazione dell'indipendenza dell'Ucraina», documento che sanciva un nuovo status con il primato della Costituzione ucraina, delle leggi nazionali su quelle sovietiche e il principio dell'inviolabilità del proprio territorio. A Mosca era fallito il golpe contro Mikhail Gorbaciov, rientrato dalle vacanze in Crimea diventate prigionia quando il Comitato d'emergenza creato da un gruppo di falchi del Pcus aveva tentato di destituirlo pensando di poter fermare la disgregazione sovietica. L'effetto fu esattamente contrario e una dopo l'altra le repubbliche dell'Urss dichiararano la propria indipendenza (le repubbliche baltiche l'avevano in realtà già fatto).

Oggi si celebra in Ucraina la Giornata dell'Indipendenza per ricordare l'adozione di quel documento, ma il processo di divorzio da Mosca fu completato con il referendum dell'1 dicembre 1991, con oltre il 90 per cento dei voti a favore dell'indipendenza sancita nell'Atto di dichiarazione.

Con il voto popolare ucraino a vidimare il distacco, la fine dell'Unione sovietica era già realtà, confermata pochi giorni dopo dai leader di Russia, Ucraina e Bielorussia che firmarono la dissoluzione dell'impero socialista con l'accordo di Belavezha Pusha, località non lontana da Minsk.

Il primo presidente dell'Unione sovietica, Michail Gorbaciov, sarebbe stato anche l'ultimo: si dimise il 25 dicembre 1991 e la bandiera sovietica fu ammainata al Cremlino, definitivamente.

Tra Federazione russa e Crimea seguirono subito una serie di dispute, in particolare sulla Flotta del Mar Nero, che Mosca ereditava come successore legale dell'Urss ma che era (e resta) basata a Sebastopoli. Il contenzioso fu risolto con un accordo per l'affitto della base da parte russa. I rapporti tra le due repubbliche ex sovietiche sono diventati tuttavia sempre più tesi a partire dall'inizio del nuovo secolo, con la cosiddetta 'rivoluzione Arancione' e la prima vittoria delle forze filo-occidentali. Tensioni approdate alla crisi del 2013-2014 con lo spodestamento del presidente filo-russo Viktor Yanukovich, il colpo di mano russo con l'annessione della Crimea e il conflitto nel Donbass, una dinamica esplosiva sfociata in guerra aperta con l'invasione russa dell'Ucraina lo scorso 24 febbraio.

(con fonte Askanews)