20 maggio 2022
Aggiornato 19:30
Guerra Russa-Ucraina

Ursula Von der Leyen: «Pagheremo per le sanzioni ma la libertà non ha prezzo»

Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo oggi a Bruxelles alla plenaria straordinaria del Parlamento europeo dedicata all'attacco militare russo all'Ucraina

Da sinistra a destra: Charles MICHEL, Olaf SCHOLZ (Cancelliere tedesco), Ursula VON DER LEYEN (Presidente della Commissione Europea), Emmanuel MACRON (Presidente della Francia)
Da sinistra a destra: Charles MICHEL, Olaf SCHOLZ (Cancelliere tedesco), Ursula VON DER LEYEN (Presidente della Commissione Europea), Emmanuel MACRON (Presidente della Francia) Foto: Unione Europea

BRUXELLES - Le sanzioni Ue contro l'Ucraina avranno conseguenze economiche pesanti anche per la stessa Ue, ma questo per l'Europa è un momento decisivo, che definirà il nostro futuro ("defining moment"), ma «proteggere la nostra libertà non ha prezzo». Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo oggi a Bruxelles alla plenaria straordinaria del Parlamento europeo dedicata all'attacco militare russo all'Ucraina. Von der Leyen ha parlato dopo i drammatici interventi da remoto del presidente ucraino Volodymyr Zelensky e del presidente del Parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk.

«La guerra - ha esordito la presidente della Commissione - è tornata in Europa. Quasi trent'anni dopo le guerre balcaniche, e oltre mezzo secolo dopo che le truppe sovietiche marciarono su Praga e Budapest, le sirene della protezione civile risuonano di nuovo nel cuore di una capitale europea. Migliaia di persone in fuga dalle bombe, accampate nelle stazioni della metropolitana, tenendosi per mano, piangendo in silenzio, cercando di confortarsi a vicenda. Le auto sono in fla verso i confini occidentali dell'Ucraina e, quando finiscono il carburante, le persone raccolgono i loro bambini e gli zaini e marciano per decine di chilometri verso la nostra Unione».

Queste persone, ha continuato, «cercano rifugio all'interno dei nostri confini, perché il loro paese non era più al sicuro. Perché all'interno dell'Ucraina è iniziato il raccapricciante conteggio delle vittime. Uomini, donne e bambini stanno morendo, ancora una volta, perché un leader straniero, il presidente Putin, ha deciso che il loro paese, l'Ucraina, non ha diritto di esistere. E noi questo non lo accetteremo mai e poi mai».

«Questo - ha rilevato von der Leyen - è un momento di verità per l'Europa: è uno scontro tra lo stato di diritto e lo stato delle armi; tra democrazie e autocrazie; tra un ordine basato sulla regole e un mondo di pura aggressione. Il modo in cui risponderemo oggi a ciò che la Russia sta facendo determinerà il futuro del sistema internazionale. È in gioco il destino dell'Ucraina, ma in gioco c'è anche il nostro destino. Dobbiamo mostrare il potere che risiede nelle nostre democrazie, il potere delle persone che scelgono le loro strade indipendenti, liberamente e democraticamente».

«I cittadini europei - ha ricordato la presidente della Commissione - stanno manifestando davanti alle ambasciate russe in tutta la nostra Unione. Molti di loro hanno aperto le loro case agli ucraini, in fuga dalle bombe di Putin. E permettetemi di ringraziare in modo particolare Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria per aver accolto queste donne, uomini e bambini. L'Europa sarà lì per loro, non solo in questi primi giorni, ma anche nelle settimane e nei mesi a venire».

«Per questo - ha spiegato von der Leyen - proponiamo di attivare il meccanismo di protezione temporanea, per garantire loro uno status sicuro e l'accesso alla scuola, alle cure mediche e al lavoro. Se lo meritano. Sappiamo che questo è solo l'inizio. Altri ucraini avranno bisogno della nostra protezione e solidarietà. Noi siamo e saremo lì per loro, non soltanto nei primi momenti ma anche nelle settimane e nei mesi a venire. Questa - ha aggiunto accompagnata dall'applauso dell'aula - deve essere una promessa che facciamo tutti insieme».

Giovedì prossimo, in una riunione del Consiglio Ue, i ministri degli Affari interni dei Ventisette si esprimeranno sulla proposta della Commissione di attivare la direttiva del 2001 sulla protezione temporanea dei rifugiati in caso di emergenza e afflusso improvviso, che non era stata usata nelle precedenti crisi migratorie.

«La nostra Unione - ha detto ancora la presidente della Commissione - sta mostrando un'unità di intenti che mi rende orgogliosa. Alla velocità della luce, l'Ue ha adottato tre ondate di pesanti sanzioni contro il sistema finanziario russo, le sue industrie high-tech e la sua élite corrotta. Questo è il più grande pacchetto di sanzioni nella storia della nostra Unione. Non prendiamo queste misure alla leggera, ma sentiamo di dover agire. Queste sanzioni avranno un pesante tributo sull'economia russa e sul Cremlino».

«Ognuno di questi passaggi - ha ricordato - è stato strettamente coordinato con i nostri partner e alleati: Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Norvegia, ma anche Giappone, Corea del Sud e Australia. Ad oggi, più di 30 paesi, che rappresentano oltre la metà dell'economia mondiale, hanno annunciato sanzioni e controlli sulle esportazioni verso la Russia. Se Putin stava cercando di dividere l'Ue, di indebolire la Nato e di frammentare la comunità internazionale, ha ottenuto l'esatto contrario».

Tuttavia, ha riconosciuto von der Leyen «queste sanzioni avranno un costo anche per la nostra economia. Lo so e voglio parlarne onestamente ai cittadini europei. Abbiamo sopportato due anni di pandemia. E tutti noi desideravamo poterci concentrare sulla nostra ripresa economica e sociale. Ma credo che i cittadini europei capiscano molto bene che dobbiamo opporci a questa crudele aggressione. Sì, proteggere la nostra libertà ha un prezzo. Ma questo è un momento decisivo. E questo è un costo che siamo disposti a pagare. Perché la libertà non ha prezzo, questo è il nostro principio».

«I nostri investimenti oggi - ha continuato von der Leyen - ci renderanno più indipendenti domani. Penso innanzitutto alla nostra sicurezza energetica. Semplicemente non possiamo fare così tanto affidamento su un fornitore che ci minaccia esplicitamente. Questo è il motivo per cui abbiamo contattato altri fornitori globali» di gas. «E hanno risposto: a gennaio abbiamo avuto una fornitura record di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr). Stiamo costruendo nuovi terminali Gnl e stiamo lavorando sugli interconnettori».

«Ma a lungo termine - ha evidenziato la presidente della Commissione - è il nostro passaggio alle energie rinnovabili e all'idrogeno che ci renderà veramente indipendenti. Dobbiamo accelerare la transizione verde, perché ogni kilowattora di elettricità che l'Europa genera da energia solare, eolica, idroelettrica e biomassa riduce la nostra dipendenza dal gas russo e da altre fonti fossili. Questo - ha detto tra gli applausi - è un investimento strategico. E in più, meno dipendenza energetica significa anche meno soldi per il forziere di guerra del Cremlino».

Von der Leyn ha poi ricordato l'enorme passo avanti fatto in questa crisi per la difesa comune europea. «Quando siamo risoluti, l'Europa può essere all'altezza della sfida. Lo stesso vale per la difesa. La sicurezza e la difesa europea si sono evolute di più negli ultimi sei giorni - ha rilevato - che negli ultimi due decenni. La maggior parte degli Stati membri ha promesso consegne di equipaggiamenti militari all'Ucraina. La Germania ha annunciato che raggiungerà il più presto possibile l'obiettivo del 2% (del Pil nella spesa per la difesa, ndr), posto dalla Nato. E la nostra Unione, per la prima volta in assoluto, utilizza il bilancio europeo per acquistare e consegnare armi a un paese che è sotto attacco: 500 milioni di euro dal Fondo europeo per la pace, a sostegno della difesa dell'Ucraina».

A questi fondi per la difesa, ha annunciato la presidente della Commissione, «abbineremo almeno altri 500 milioni di euro dal bilancio dell'Ue per far fronte alle conseguenze umanitarie di questa tragica guerra, sia all'interno del paese che per i rifugiati» all'esterno.

«Questa crisi sta cambiando l'Europa; ma anche la Russia - ha osservato infine von der Leyen - ha raggiunto un bivio. Le azioni del Cremlino stanno danneggiando gravemente gli interessi a lungo termine della Russia e del suo popolo, e sono sempre di più i russi che lo capiscono. Stanno marciando per la pace e la libertà. E come risponde il Cremlino a questo? Arrestandoli a migliaia. Ma alla fine, il desiderio di pace e libertà non può essere messo a tacere. C'è un'altra Russia oltre ai carri armati di Putin: stendiamo la nostra mano amica a quest'altra Russia, ha il nostro sostegno», ha concluso la presidente della Commissione.