24 maggio 2022
Aggiornato 04:00
La guerra in Ucraina

Forze russe alle porte di Kiev, lo sfogo di Zelensky: «Noi soli, le potenze stanno a guardare»

La capitale sotto attacco. Il Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky: «Mosca prima o poi dovrà parlarci. Prima inizia questo dialogo, minori saranno le perdite per la Russia»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky Foto: Unione Europea

KIEV - Continua l'avanzata delle forze russe in Ucraina, segnalate all'alba a meno di 30 chilometri da Kiev, quasi entrate a Vorzel e nei villaggi attorno alla periferia della capitale. E dall'alba la città è sotto attacco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato al Paese denunciando che «l'Ucraina è rimasta sola, il mondo guarda cosa sta accadendo qui da lontano».

«Le sanzioni non sono riuscite a convincere la Russia a desistere», ha affermato il capo dello stato che ha detto di non voler lasciare Kiev, pur sentendosi il «bersaglio numero uno». E ha aggiunto che Mosca «dovrà parlare con noi prima o poi per mettere fine alle ostilità e fermare questa invasione. Prima inizia questo dialogo, minori saranno le perdite per la Russia». E ha chiesto una coalizione anti-guerra.

E poi, indicando le proteste contro la guerra in Russia iniziate ieri, Zelensky ha lanciato un appello ai russi. «Rispettabili cittadini della Federazione russa, stanotte hanno iniziato a bombardare i quartieri residenziali della città di Kiev. Tutto ricorda il 1941. A tutti i cittadini che vanno in strada a protestare voglio dire: vi vediamo, significa che ci sentite, significa che iniziate a crederci, lottate per noi, lottate contro la guerra», ha detto Zelensky, passando dall'ucraino alla lingua russa.

Il presidente el suo discorso ha confermato le notizie di lanci di missili su Kiev: i raid sono iniziati alle 4:00 del mattino ora locale (le 5:00 in Italia). Lo Stato maggiore ha fatto sapere di aver abbattuto due droni «mortali» sulla città. Sul campo si segnalano i blindati russi divisi in due convogli diretti entrambi a Kiev con l'obiettivo di circondare la città e rovesciare il governo ucraino.

Ucraina pronta a negoziare neutralità ma solo con garanzie

Il presidente ucraino Zelensky apre alla possibilità dello status di paese neutrale, ma chiede «garanzie. Non abbiamo paura della Russia, non abbiamo paura di parlare con la Russia, di parlare di tutto: garanzie di sicurezza per il nostro Paese e uno status neutrale. Ma ora non siamo nella NATO: quali garanzie di sicurezza avremo? Quali paesi ce ne daranno?», ha detto in un discorso video rilanciato dai siti ucraini

Ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che «lo stato neutrale e il rifiuto di ospitare sistemi d'arma (offensivi)» sono le «linee rosse» di Putin per l'Ucraina e che la palla è ora nel campo di Kiev.