28 giugno 2017
Aggiornato 21:00
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Borghi: QE utile, ma con il trucco: si chiama «rischio»

Nella polemica tra Mario Draghi e Jens Weidmann, con il primo sostenitore e il secondo detrattore del quantitative easing, interviene Claudio Borghi, spiegando, al DiariodelWeb, che cosa effettivamente sta accadendo. L'operazione «simula» una garanzia che fa abbassare lo spread e i tassi di interesse, ma il trucco c'è: le garanzie le detiene la Bce, il rischio è in gran parte degli Stati.

La BCE potrebbe comprare titoli per 500 miliardi

In attesa del prossimo Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che si terrà il 22 gennaio, continuano a susseguirsi rumors e dichiarazioni sul tanto discusso piano di quantitative easing da parte dell'Eurotower. Draghi ha fatto sapere che questa decisione potrebbe essere presa anche senza l'unanimità del direttivo

Atene non è Berlino

In questi giorni è di gran moda ricordare, come ha fatto anche il partito di sinistra greco Syriza nel suo manifesto di Salonicco, che vi fu un tempo in cui era la Germania a trovarsi sul baratro di una bancarotta, e che questa venne evitata solo grazie alla parziale cancellazione dei debiti contratti dal governo tedesco

Lo spettro deflazione in soccorso di Draghi

Goldman Sachs non ha dubbi: la Bce avvierà il programma di acquisto di titoli di Stato già dal prossimo 22 gennaio. Per altri analisti la decisione rimane, ma potrebbe slittare a marzo, archiviate le elezioni greche. Il vero nodo rimane come Francoforte porterà avanti il piano di quantitative easing, senza irritare troppo la Germania

L'acquisto dei titoli di stato, l'ultima cartuccia della BCE

Per Francoforte, seppur fonte di disaccordo, rappresenta una sorta di capolinea della politica monetaria, l'ultima spinta dal lato dell'offerta. Negli Usa la Federal Riserve ha già giocato questa carta, il suo bilancio è salito fino a sfiorare quattromila miliardi, ma la sua politica è stata accompagnata, dal lato della domanda, con una manovra di bilancio pubblico espansiva.

BCE, si avvicina il quantitative easing

Nell'Eurozona, dove dominano politiche restrittive di bilancio inchiodate sul limite del 3% nel rapporto deficit/Pil, l'allentamento quantitativo poggia, al momento, su una sola gamba, quella dell'offerta, con il rischio di trasformarsi, in assenza di politiche a sostegno della domanda, in un'anatra zoppa.

La crisi è più forte della BCE

Le indagini sull'attività del manifatturiero hanno segnalato una stagnazione a novembre. E intanto l'inflazione, che secondo i parametri della Banca centrale europea è già pericolosamente bassa - appena lo 0,3 per cento - potrebbe accusare ulteriori affossamenti con il calo di tutte le materie prime, che si sta innescando sulla scia della flessione del petrolio.

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