29 settembre 2020
Aggiornato 10:00
La crisi dei debiti sovrani

Quantitative easing, Visco «interpreta» Weidmann

Il Governatore della Banca d'Italia: «Fino a ieri diceva che era vietato, ora che non è opportuno. La BCE acquisti titoli su larga scala se rischi peggiorano. Essenziale che le banche usino fondi per prestiti a imprese e famiglie».

ROMA - Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, «non dice che un quantitative easing nella zona euro sia vietato, dice che non è opportuno. Tra le due cose c'è una bella differenza». Lo ha sottolineato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, parlando in un'audizione alla Camera della posizione della banca centrale tedesca sull'acquisto di titoli di Stato da parte della BCE.
Weidmann, ha aggiunto Visco dopo l'ultima intervista del numero uno della Buba, ha detto che il quantitative easing è «un rischio» ma «non che non si può fare. Invece fino all'altro ieri diceva che era vietato». Weidmann «e io - ha concluso Visco con una battuta - siamo seduti accanto in consiglio alla BCE: è simpatico, potrebbe essere mio figlio».

INTERVENIRE SE RISCHI PEGGIORANO - La Bce dovrà fare acquisti di titoli «su larga scala» se si aggravano i rischi per la stabilità dei prezzi nell'eurozona. «Se le nuove informazioni sull'inflazione - ha affermato Visco - confermeranno la persistenza o addirittura l'aggravarsi dei rischi per la stabilità dei prezzi nell'area euro, occorrerà avviare con tempestività ulteriori interventi di acquisti di titoli su larga scala, per riportare le dimensioni dei bilanci dell'Eurosistema sui livelli desiderati».

LE BANCHE DIANO CREDITO A FAMIGLIE E IMPRESE - È «essenziale» che i fondi Tltro della BCE siano usati dalle banche per dare prestiti a famiglie e imprese. Il ricorso alle prime due Tltro, ha detto Visco, per le banche italiane «è stato di 57 miliardi, contro un potenziale massimo di circa 75. Gli intermediari hanno reso esplicita l'intenzione di destinare i finanziamenti a basso costo ottenuti con le Tltro al sostegno dell'erogazione di fondi a imprese e famiglie. È essenziale che ciò avvenga».

CONTESTIAMO GLI STRESS TEST - La Banca d'Italia ha contestato formalmente un «approccio asimmetrico» adottato dalla Bce nella realizzazione degli stress test sulle banche europee. Nell'esame europeo, ha sottolineato Visco, «non è stata effettuata alcuna 'armonizzazione' delle altre discrezionalità nazionali, tra le quali figura ad esempio la possibilità di graduare nel tempo la deduzione degli avviamenti dal capitale di migliore qualità delle banche. È stato quindi adottato, con una decisione da noi non condivisa e contestata per le vie formali, un approccio asimmetrico alle discrezionalità nazionali».