19 novembre 2019
Aggiornato 13:30
Sta vacillando la fiducia degli operatori

La BRI lancia l'allarme, Borio: «Tempesta in arrivo per la finanza globale»

Secondo il capo del dipartimento monetario della Banca dei Regolamenti Internazionali, molti segnali lasciano supporre che potrebbe essere in arrivo un'altra crisi economica internazionale dopo quella del 2007

La BRI ha lanciato l'allarme sulla finanza globale.
La BRI ha lanciato l'allarme sulla finanza globale. Shutterstock

ROMA - Quelli che vediamo potrebbero non essere fulmini isolati, ma i segnali di una tempesta vicina, che si sta preparando da molto tempo. Sono queste le parole del capo del dipartimento monetario della BRI, Claudio Borio, che oggi hanno gettato altra benzina sull'incendio della crisi economica globale che le istituzioni bancarie internazionali stanno cercando di spegnere da mesi, ma senza successo.

La BRI lancia l'allarme sulla finanza globale
Questa volta l'allarme viene direttamente dalla BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali. Conosciuta anche come la «Banca centrale delle banche centrali», la BRI è un ente super partes che ha per scopo principale quello di promuovere la cooperazione tra le banche centrali internazionali e il suo attuale presidente è il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann. Si tratta perciò di un'organizzazione degna di tutto rispetto, ed è per questo che le parole del capo del suo dipartimento monetario hanno fatto tremare tutto l'universo della finanza globale. In occasione della presentazione del rapporto trimestrale della Banca, Claudio Borio ha esordito così: «Quelli che vediamo potrebbero non essere solo fulmini isolati, ma i segnali di una tempesta vicina che si sta preparando da molto tempo».

Borio: Gli operatori hanno perso la fiducia nelle banche
Borio ha spiegato: «Malgrado condizioni monetarie eccezionalmente espansive, la crescita nelle aree più importanti è stata deludente e l'inflazione è rimasta bassa. Gli operatori di mercato ne hanno preso atto e la loro fiducia nei poteri curativi delle banche centrali - forse per la prima volta - vacilla. Anche i policymaker farebbero bene a prenderne atto». Le parole di Borio sono particolarmente gravi perché confermano una pericolosa perdita di fiducia da parte degli operatori nei confronti delle istituzioni bancarie internazionali. E la fiducia, come ci insegna Keynes, è il cuore pulsante di qualsiasi ripresa economica, la benzina senza la quale la macchina dell'economia reale non può neanche mettersi in moto.

I dati sull'economia internazionale non sono rassicuranti
Borio sottolinea il fallimento delle politiche monetarie adottate finora anche dalla BCE e ne spiega le concause: «A fronte di un calo prolungato della crescita della produttività, aggravato dalla crisi, i livelli globali di indebitamento hanno continuato a salire e i margini di intervento delle politiche sono diventati sempre più stretti: un insieme di fattori che potremmo definire le tre mine vaganti» che gravano sul futuro dei mercati. Queste le condizioni in cui si trovano ad agire le banche centrali. E i dati che emergono dal rapporto della BRI non sono affatto rassicuranti. Nell’ultimo trimestre del 2015, infatti, l’ammontare dei titoli di debito internazionali ha subito la maggior flessione degli ultimi tre anni (i rimborsi hanno superato le nuove emissioni di 47 miliardi) e questo significa che presto potrebbero prosciugarsi le fonti di finanziamento.

I prossimi appuntamenti della BCE, della FED e della BOJ
Inoltre, nonostante il QE messo in atto da Draghi, l'inflazione continua ad essere ai livelli di deflazione. L'allarme lanciato dalla BRI ci sembra, perciò, nient'affatto trascurabile. Il rischio è quello di trovarsi di fronte alla tempesta perfetta della finanza globale senza più avere margini di manovra né armi a disposizione per affrontarla, perché i governi le hanno già utilizzate tutte per fronteggiare la crisi del 2007. C'è quindi da augurarsi che le istituzioni economiche globali riescano a condurre in porto il vascello dell'economia internazionale prima dell'inizio dei fulmini, perché altrimenti sarebbe troppo tardi. Nei prossimi giorni si svolgeranno tre appuntamenti importanti: il meeting della BCE giovedì, e i meeting della FED e della BOJ la prossima settimana. Speriamo che l'appello della BRI non rimanga inascoltato.