23 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Mps non è Deutsche Bank

Bce pro Merkel, pugno di ferro con Mps e guanto di velluto con Deutsche Bank

La Banca centrale europea ha abbassato i requisiti minimi di capitale per Deutsche Bank, ma ha fatto lievitare il bisogno di risorse fresche per Mps da 5 a 8,8 miliardi di euro. Due pesi e due misure?

ROMA – La Banca centrale europea ha abbassato i requisiti minimi di capitale per Deutsche Bank, lasciando al colosso del credito tedesco margini di manovra più ampi per definire dividendi e bonus. L'istituto di Francoforte non sembra però aver usato la stessa cortesia nei confronti del Monte Paschi Siena, che ha appena visto lievitare il suo bisogno di risorse fresche da 5 a 9 miliardi di euro proprio per volontà della Bce. Due pesi e due misure?

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Due pesi e due misure per Mps e Deutsche Bank?
Sale il conto per il salvataggio del Monte Paschi Siena. Ma vengono ridotti i requisiti minimi di capitale per Deutsche Bank. Strana ratio quella della Banca centrale europea, che da un lato bacchetta l'Italia pretendendo più rigore dalle sue banche e dall'altro favorisce il gigante teutonico dai piede d'argilla e dai bilanci dissestati. L'istituto di Francoforte, infatti, dopo aver concesso il via libera per l'intervento pubblico nel salvataggio di Mps, ha fatto lievitare l'aumento di capitale per l'istituto senese da 5 miliardi a 9 miliardi (per la precisione sono 8,8 miliardi di euro).

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Il diktat della Bce per Mps
Lo Stato italiano dovrà quindi sborsare 6,5 miliardi di euro – più del previsto – per salvare la banca più antica del mondo. «Il denaro pubblico deve essere considerato come l'ultima risorsa, per questo l'asticella è posta molto in alto», ci spiega con piglio deciso il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. Il falco della Bce aggiunge anche che, se dovesse servire denaro pubblico per il bailout, «questo dovrà essere rifinanziato, data la grande mole del debito pubblico italiano». Una bastonata vera e propria per le già sgangherate risorse italiane, e sotto il segno del rigore. Ma alla Germania e alla Deutsche Bank è andata decisamente meglio.

Più margini di manovra per Deutsche Bank
A seguito dei risultati degli Srep 2016, infatti, la Bce ha deciso di ridurre dal 10,76% al 9,51% il common equity tier 1 (Cet1) a partire dal 1 gennaio. Significa che la banca tedesca potrà usufruire di margini di manovra più ampi per gestire dividendi e bonus. La Deutsche Bank naviga in acque difficili e le sue finanze sono state messe a dura prova dai contenziosi legali ancora aperti. Proprio la scorsa settimana il colosso teutonico del credito ha raggiunto un accordo con il Dipartimento della Giustizia statunitense per mettere la parola fine alla causa legale relativa alla vendita dei titoli rischiosi della crisi del 2008: la Deutsche Bank ha accettato di pagare una sanzione da 3,1 miliardi e finanzierà con 4,1 miliardi alcune misure volte a risarcire i clienti coinvolti.