19 luglio 2024
Aggiornato 07:00
Gasparri sulla trattativa stato-mafia

«Napolitano non sapeva, ma Ciampi e Conso sì»

Il vicepresidente di Forza Italia del Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato l'audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ascoltato dai pm di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Per Gasparri, la situazione è limpida e l'attuale capo di Stato non c'entra nulla: piuttosto i pm ascoltino Ciampi e Conso, allora presidnete del Consiglio uno e ministro della Giustizia l'altro.

Dopo l'audizione sulla Trattativa Stato-mafia

Grillo sul blog: «Cosa teme Napolitano?»

Il capo dello Stato è stato ascoltato ieri, al Quirinale, dai membri della Corte d'Assise di Palermo, per raccogliere la testimonianza di Napolitano in relazione alla trattativa Stato-mafia. Sul blog del leader del Movimento 5 Stelle, oggi, un post con un duro attacco al capo dello Stato.

L'audizione del Presidente su Stato-mafia

Il M5S chiede a Napolitano di far luce sulla trattativa

Il M5s invita il Presidente Giorgio Napolitano a far luce sulla vicenda: "Il popolo italiano chiede al Presidente Napolitano, nell'adempimento dei propri doveri e quale massimo garante della Costituzione, di fare definitivamente luce su tutte le ombre della trattativa Stato-mafia, di cui sarebbe bene informato. I cittadini vogliono sapere."

Dopo solidarietà a Riina

Sabina Guzzanti: «Stragi compiute con la complicità dello Stato»

La comica e regista risponde alle polemiche che le sono state mosse in seguito al tweet di ieri in cui esprimeva solidarietà per l'assenza dei boss Riina e Bagarella all'audizione di Giorgio Napolitano: «Sono stati violati i loro diritti«. Intanto precisa che i familiari delle vittime non sono feriti dalle sue parole: «Sanno che le stragi sono state compiute con la complicità dello Stato«.

Parla il Capo di Stato

Napolitano testimonierà

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, afferma di aver preso atto dell'ordinanza della Corte d'Assise di Palermo e si dice disposto a comparire davanti ai magistrati per essere ascoltato sulla questione D'Ambrosio.

Nomine CSM-Consulta

M5s: «Violante implicato nelle trattative Stato-mafia»

Il partito di Grillo si scaglia contro Luciano Violante, affermando che non può essere votato tra le nomine del Csm viste le sue molteplici «amnesie«. A proposito proprio di quell'interstizio costellato di bombe, patti e ricatti mafiosi, che è il periodo tra il 1992 e il 1994: uno dei periodi più oscuri del Paese sul quale Violante non ha contribuito a far luce.

Trattativa Stato-mafia

Galliano: «Nel '91 Riina vide politici e ministri»

Mentre Falcone e Borsellino saltavano in aria a Palermo per aver portato alla sbarra, e fatto condannare, Cosa nostra, nei giorni in cui l'Italia intera conosceva il sangue delle autobombe del '93, esponenti delle istituzioni, ufficiali dell'arma e gli stessi mafiosi, si sedevano attorno a un tavolo per cercare di porre fine a quella strategia stragista decisa da Totò Riina.

Anniversari

22 anni fa la strage di Capaci

Ventidue anni dopo, Palermo si ferma per ricordare la strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.

Giustizia | Stragi del '92 e '93

«Lieto di dare il mio contributo ai giudici»

Il presidente della Repubblica Napolitano ha scritto alla corte d'Assise di Palermo dicendosi pronto a dare «ove ne fosse in grado, un utile contributo all'accertamento della verità processuale, indipendentemente dalle riserve sulle costitizionalità»

Giustizia | Stragi del '92 e '93

Palermo, si apre il processo sulla trattativa Stato-mafia

La Corte d'Assise sarà chiamata a giudicare i dieci imputati, tra mafiosi, politici ed ufficiali dell'Arma, che secondo l'accusa, vent'anni fa si sedettero intorno allo stesso tavolo per concordare una strategia di distensione che portasse alla fine del periodo stragista che tra il '92 e il '93 aveva insanguinato l'Italia

Le stragi di mafia

Grillo: «Parte dello Stato ha coperto i mafiosi, e i complici?»

Sulle stragi di mafia «una parte dello Stato ha coperto, sedato, sopito, nascosto le prove, ma non ricorda più nulla, dove si trovava, cosa faceva, cosa non ha fatto per evitare la mattanza dei suoi uomini migliori. Tutti dovrebbero ricordare, soprattutto i complici. Dove eravate allora? E, soprattutto, dove siete ora?». E' l'atto d'accusa di Beppe Grillo, pubblicato sul blog del leader M5S

L'inchiesta sulla trattativa Stato-mafia

Il Quirinale travolge la Procura di Palermo

La Corte costituzionale ha accolto in toto le tesi del Colle, rappresentate dall'Avvocatura dello Stato nel conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sulle telefonate fra Giorgio Napolitano e l'ex ministro Nicola Mancino, indagato nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia. Messineo: «Prendiamo atto». Il Colle: Capo dello Stato «sereno»

Giustizia | Stragi del '92 e '93

Stato-mafia, accolto il ricorso di Napolitano

La decisione della Consulta: Non spettava alla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Palermo di valutare la rilevanza della documentazione relativa alle intercettazioni delle conversazioni telefoniche del Presidente della Repubblica. Messineo: «Consulta non si commenta, ne prendiamo atto»

Nelle memorie dei Magistrati la sintesi di anni d'indagine

«La trattativa Stato-mafia trovò come garanti Berlusconi-Dell'Utri»

E' questo uno dei passaggi chiave della «Memoria a sostegno del rinvio a giudizio» dei 12 imputati coinvolti nel processo di cui la settimana scorsa si è svolta a Palermo l'udienza preliminare. Nel documento di 22 pagine i pm palermitani hanno racchiuso la lettura sintetica ed organica di una gran mole di prove, testimonianze, intercettazioni e documenti

La trattativa Stato-mafia

Napolitano a D'Ambrosio: Siamo un bersaglio

La lettera inedita di Loris D'Ambrosio e la risposta altrettanto inedita di Napolitano sono state inserite in un volume intitolato «Sulla giustizia» e distribuito oggi durante l'inaugurazione, alla presenza del Capo dello Stato, della scuola superiore della magistratura a Scandicci, alle porte di Firenze. Il Presidente: «Attaccano lui per colpire me. Decisioni trasparenti»