13 agosto 2020
Aggiornato 08:00
Dopo solidarietà a Riina

Sabina Guzzanti: «Stragi compiute con la complicità dello Stato»

La comica e regista risponde alle polemiche che le sono state mosse in seguito al tweet di ieri in cui esprimeva solidarietà per l'assenza dei boss Riina e Bagarella all'audizione di Giorgio Napolitano: «Sono stati violati i loro diritti«. Intanto precisa che i familiari delle vittime non sono feriti dalle sue parole: «Sanno che le stragi sono state compiute con la complicità dello Stato«.

ROMA - Tante le polemiche seguite a quanto affermato ieri in un tweet dalla comica e regista sabina Guzzanti. Aveva espresso «solidarietà» ai super boss Totà Riina e Leoluca Bagarella in seguito alla decisione della Corte d'Assise di Palermo di non concedere agli imputati (oltre ai due, anche Nicola Mancino, ex ministro dell'Interno) di essere presenti all'audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione alla trattativa Stato-mafia. 

IL DIRITTO DEI BOSS - Oggi in un'intervista a Il Fatto Quotidiano, arriva la risposta dell'attrice, che non sembra essere propensa a smentire la dichiarazione di ieri: «Io ho detto una cosa molto precisa, che Riina e Bagarella hanno il diritto di assistere al loro processo perché è la legge che lo dice, ma è ovvio che la parola solidarietà accanto ai loro nomi è una provocazione»

ISTITUZIONI E IPOCRISIA - Continua ancora, la Guzzanti, sottolineando come quelle reazioni non sono altro che figlie di una mentalità ipocrita: «Le reazioni dimostrano il conformismo e l'ipocrisia di tanti italiani perché di fronte a una provocazione di questo tipo tutti sentono di potersi indignare. Ma nessuno si indigna di fronte alle prove che una bella fetta delle nostre istituzioni sta dalla parte della criminalità e lavora contro la nostra democrazia. Matteo Orfini (presidente del Pd, ndr) si è indignato ma non è andato a vedere il mio film che dimostra che stanno facendo le riforme con Silvio Berlusconi, in mano ai mafiosi. Lo sappiamo bene che i mafiosi sono cattivi ma i traditori delle istituzioni sono altrettanto cattivi».

I FAMILIARI DELLE VITTIME SANNO - In conclusione, la comica precisa che non crede che le sue parole possano ferire i familiari delle vittime: «I familiari sono consapevoli che le stragi sono state compiute con la complicità delle istituzioni». Tuttavia, si dice «pentita» di aver usato la parola «solidarietà», «perché ogni tanto mi dimentico di essere in un Paese di ipocriti e collusi mentre scrivo come se fossi in un Paese libero. Devo ricordarmelo più spesso».