3 luglio 2020
Aggiornato 18:30
Mafie | Stragi '92 e '93

Gratteri: «Falcone e Borsellino? Due fuoriclasse»

Così Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, ha ricordato ai microfoni di Prima di tutto», su Radio 1, i drammatici attentati di Palermo del 1992, i 57 giorni fra l'omicidio di Giovanni Falcone e quello di Paolo Borsellino.

PALERMO - Così Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, ha ricordato ai microfoni di Prima di tutto», su Radio 1, i drammatici attentati di Palermo del 1992, i 57 giorni fra l'omicidio di Giovanni Falcone e quello di Paolo Borsellino. - «La strage di Capaci è vicina, molto vicina, anche se sono passati 22 anni». Così Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica di Reggio Calabria, ha ricordato ai microfoni di Prima di tutto», su Radio 1, i drammatici attentati di Palermo del 1992, i 57 giorni fra l'omicidio di Giovanni Falcone e quello di Paolo Borsellino.

FALCONE ERA INVIDIATO - «Il fatto magico di quella tragedia, mi si perdoni l'ossimoro, è che man mano che gli anni passano le persone, ma soprattutto i ragazzi nati dopo il 1992, vivono la conoscenza di Falcone e di Borsellino con la stessa intensità come se li avessero conosciuti e amati da vivi - ha detto Gratteri -. E questa è una cosa straordinaria. Falcone era amato, amatissimo dalla gente comune più che dai colleghi. Falcone era molto invidiato, questo è un dato su cui oggi spesso si sorvola. Basti pensare che quando lui si è candidato al CSM,  in un bacino potenziale di almeno 400 voti, lui ne ha presi solo 51. Solo 51 colleghi lo hanno ritenuto idoneo a essere componente del Csm. Questa la dice lunga su quanto fosse presente, forte l'invidia nei suoi confronti».

DUE FUORICLASSE - «Perché Falcone era un fuoriclasse - ha aggiunto Gratteri - aveva una spanna in più rispetto agli altri, capiva, intuiva le cose prima degli altri, perché viveva in modo totalizzante il suo lavoro, ed era un uomo della  sua terra. Aveva una straordinaria capacità di intuire, di preconizzare  cose che poi sarebbero avvenute dopo 20 anni. Davvero eccezionale. Stessa cosa si può dire per Borsellino, anche se i due erano diversi caratterialmente. Borsellino era più pacato, Falcone era più bravo mediaticamente, oggi diremmo che 'bucava' il video, l'etere. Aveva sempre la battuta pronta, era più brillante, ma Borsellino era perbene, direi che era onesto sin dai suoi globuli rossi. Persone straordinarie: è per questo sono state uccise. Per questo è importante il lavoro che si fa nelle scuole, coi giovani, per far capire ai ragazzi la non convenienza a delinquere, attraverso appunto l'esempio e la memoria di questi uomini fantastici».

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