25 giugno 2019
Aggiornato 02:00
Cicchito: «Duro colpo al teorema della trattativa»

Stato-Mafia, Mannino esulta, e Area popolare con lui

Non solo l'ex ministro Calogero Mannino esulta per la sentenza di assoluzione nel processo sulla trattativa Stato-mafia: anche Area popolare esprime soddisfazione per la decisione dei giudici. E c'è chi la definisce un «duro colpo al teorema della trattativa»

PALERMO -  «Io ho fiducia nella giustizia, non ho fatto mai una polemica nei confronti della magistratura. Oggi sto facendo delle constatazioni precise perchè non si può prescindere dalla persecuzione da parte di alcuni pubblici ministeri, il problema lo segnalerò con i miei avvocati al Csm che poi deciderà cosa fare». Lo ha detto l'ex ministro della Dc Calogero Mannino, commentando la sua assoluzione nel processo stralcio sulla trattativa Stato-mafia.

Lealtà
«Il gip Morosini aveva tutti gli elementi per decidere di non disporre il mio rinvio a giudizio e invece così non è stato - ha proseguito Mannino -. Io ho servito lo Stato con estrema lealtà, non ho nulla di cui pentirmi, in nessun momento avrei anteposto un mio interesse, una mia preoccupazione a quello che ritenevo essere il mio dovere e il mio dovere era iscritto nel mio manifesto elettorale del 1991, 'Contro la mafia, costi quel che costi', non ho trovato la mafia, ho trovato altro. Ci pensino». Quindi l'ex ministro democristiano ha riservato un'altra stoccata ai pm che lo hanno portato alla sbarra. «A volte mi chiedo se c'è una ragione. Se questi pubblici ministeri avevano in avversione la prima Repubblica, questa ormai è stata demolita, e allora qual è questa ragione persecutoria? Il tentativo di dare una risposta mi appare di una serietà e di una gravità assoluta, in un modo che pone la funzione delle regole che l'accusa deve avere, o il problema dell'esercizio di potere che alcuni pubblici ministeri esercitano» "Ho atteso questa sentenza con l'animo limpido che derivava dalla mia coscienza, dalla consapevolezza di non avere minimamente fatto nessuna delle cose imbastite dall'accusa con molta fantasia", ha dichiarato Mannino. 

Accusa sul terreno dell'immaginazione
«L'accusa si è mossa sul terreno dell'immaginazione, dell'improvvisazione, del partito preso - ha aggiunto -. E sin da primo momento ho avuto la convinzione che la mia innocenza sarebbe stata riconosciuta. Ho sempre avuto per principio fiducia nella giustizia. E' una frase di rito, ma fiducia nella giustizia non significa fiducia in tutti i pm, ma fiducia nei giudicanti. Io sono andato davanti a giudicanti che mi hanno sempre assolto. E non posso non riconoscere che c'è un giudice a Berlino».

Attacco a Di Matteo
L'ex ministro ha poi attaccato il pm Di Matteo, dopo la notizia dell'impugnazione da parte dei pm di Palermo della sentenza che lo riguarda. «Di Matteo è abituato all'errore. Ha gestito processi a Caltanissetta contro innocenti. Processi che hanno depistato rispetto la ricerca della verità sulla strage di Borsellino. E quindi con l'ostinazione che gli è propria annuncia il suo intendimento».  «Spero che oggi sia stata data la parola fine a questo atto».  Per Mannino, quella del gup Marina Petruzzella «è una decisione coraggiosa che conferma un mio convincimento, e si traduce nei termini di fiducia alla giustizia, che non significa fiducia nei pubblici ministeri perchè i pubblici ministeri rappresentano l'accusa, molte volte ostinatamente pregiudiziale. I giudici sono altro».

Cicchitto: colpo al teorema della trattativa Stato-mafia
Intanto, gli esponenti di Area popolare si sono congratulati con Mannino. "Di Matteo fa le barricate e si oppone alla sentenza di assoluzione di Mannino perche' in effetti oggi il teorema della trattativa Stato-Mafia ha subito un colpo durissimo", ga affermato in una dichiarazione il presidente Ap della commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchitto.

Lupi: comprendo il calvario di Mannino
Maurizio Lupi, invece, si è dichiarato "contento per l'assoluzione di Calogero Mannino nel processo stralcio sulla presunta trattativa Stato-mafia al termine di un 'iter abbreviato' che è in realtà durato due anni». Lo dice il presidente dei deputati di Area popolare Maurizio Lupi. «Comprendo l'amarezza di Mannino e so che non saranno la mie parole a poterlo confortare, né questa assoluzione lo può risarcire di un calvario giudiziario lungo trent'anni e conclusosi, solo per ora purtroppo perché la procura ha annunciato ricorso, con due assoluzioni - ha aggiunto Lupi -. Un calvario durante il quale l'uomo politico siciliano ha dovuto sopportare anche ventitré mesi di carcerazione preventiva. Un'ostinazione e un accanimento che non costituiscono certo un buon servizio alla giustizia se un uomo deve aspettare trent'anni, con tutta la sofferenza che questo comporta anche per i suoi familiari e per una vita privata e sociale che viene travolta e stravolta, per sapere che lo Stato lo considera innocente perché non ha compiuto il fatto di cui lo stesso Stato lo accusava».

Marinello: dopo trent'anni, assolto
«Trent'anni sono trascorsi, gran parte di una vita vissuta sotto l'incubo di un processo. Calogero Mannino oggi è stato assolto, ma mi chiedo se questo procedimento giudiziario per riscrivere parte della storia di questo paese, l'accanimento mediatico e questo calvario possano essere ripagati da un'assoluzione. Sono lieto della notizia, bisogna dare atto a Mannino di un comportamento impeccabile e rispettoso delle istituzioni tenuto in tutti questi anni, ma probabilmente un'assoluzione è un risarcimento incongruo a fronte dei patimenti vissuti insieme ai propri familiari». Lo ha affermato in una dichiarazione il senatore di Area Popolare Giuseppe Marinello.

Giovanardi attacca Di Matteo
«Ho informato questa mattina l'Aula del Senato della nuova assoluzione di Calogero Mannino, per non aver commesso il fatto, invitando tutti ad una riflessione su un calvario giudiziario durato più di 30 anni compresa una lunghissima custodia cautelare nel 1994/1995, l'annuncio del pm Nino Di Matteo di voler continuare in questo accanimento giudiziario, malgrado tutte le assoluzioni è il più evidente esempio di come non dovrebbe essere esercitato il ruolo di magistrato nel nostro paese», ha detto Giovanardi.

Buttiglione: accuse infondate
Le congratulazioni sono giunte anche da Rocco Buttiglione. "Molti auguri a Calogero Mannino, assolto ancora una volta con formula piena perché il fatto non sussiste. Una vita passata per metà a servire l'Italia e l'altra metà a difendersi da accuse infondate. Come sarebbe stata la storia della Sicilia se queste accuse false non fossero state sollevate contro Mannino (o anche solo se i giudizi fossero arrivati entro un tempo breve, quando ancora una carriera ed un progetto politico avrebbero potuto essere ripresi e continuati)?».  «Un progetto politico - ha detto ancora Buttiglione- finisce spesso, oggi, con l'identificarsi con una persona. Se si neutralizza con una falsa accusa la persona, il progetto politico crolla. Un danno lo porta il politico, che si vede troncata la carriera, ma il danno più grave lo porta il paese e lo portano gli elettori che vedono affondato per ragioni del tutto non politiche un progetto in cui speravano e credevano e che avrebbe potuto fare il bene del paese».

(Con fonte Askanews)