6 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Gasparri sulla trattativa stato-mafia

«Napolitano non sapeva, ma Ciampi e Conso sì»

Il vicepresidente di Forza Italia del Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato l'audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ascoltato dai pm di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Per Gasparri, la situazione è limpida e l'attuale capo di Stato non c'entra nulla: piuttosto i pm ascoltino Ciampi e Conso, allora presidnete del Consiglio uno e ministro della Giustizia l'altro.

ROMA - In una dichiarazione, il vicepresidente di Forza Italia del Senato, Maurizio Gasparri, ha commentato l'audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ascoltato dai pm di Palermo sulla trattativa Stato-mafia. Gasparri si domanda perché i pubblici ministeri abbiano ascoltato solo Napolitano e non ascoltino, invece, altre personalità di spicco della politica italiana degli anni delle stragi mafiose, dai quali si potrebbero ottenere risposte preziose e necessarie per far luce sulla presunta collusione tra istituzioni e Cosa nostra. 

I PM ASCOLTINO CIAMPI E CONSO - Afferma Gasparri afferma che sarebbe necessario ascoltare non solo l'allora presidente del Consiglio, Ciampi, ma anche il ministro della Giustizia, Conso: «I pubblici ministeri che hanno sentito il presidente Napolitano reputano utile l'affermazione del Capo dello Stato circa l'obiettivo di Cosa nostra di ottenere, attraverso le stragi, delle concessioni soprattutto per quanto riguarda la condizione penitenziaria. Ma allora perché questi magistrati non si recano nuovamente da Ciampi che era presidente del Consiglio nel 1993, sotto la cui guida Conso, ministro della Giustizia, revocò il carcere duro per centinaia di boss»

NAPOLITANO NON C'ENTRA NULLA - E aggiunge, ancora, Gasparri che, secondo la sua visione delle cose, la situazione è più che limpida e l'attuale presidente della Repubblica non ha nulla a che vedere con la questione: «Lo stesso Conso d'altra parte ha detto che la decisione fu presa per allentare la pressione della mafia. La vicenda è abbastanza chiara. Napolitano ovviamente non c'entrava nulla, ma Ciampi non può non sapere. La filiera è stata molto chiara: Scalfaro al Quirinale, Ciampi a Palazzo Chigi, Conso alla Giustizia. Conso e Ciampi possono ancora rendere alle istituzioni il servizio della verità».

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