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Cortei e manifestazioni in 54 città per dire no al Jobs act

L'Italia del lavoro si è fermata e ha mandato un messaggio chiaro al premier Matteo Renzi. «Blocchiamo il Paese per farlo ripartire, faremo una nuova Resistenza», ha tuonato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo. «Una grande risposta dei lavoratori contro le politiche dell'esecutivo», ha detto il numero uno della Fiom, Maurizio Landini.

Barbagallo: «Renzi più autoritario che autorevole»

Il Segretario della UIL: «Spero che il Premier ritorni normale, perché finora non lo è stato. Vorrei che capisse che il Governo deve confrontarsi con i corpi intermedi e far abbassare i toni. I toni alti creano condizioni di violenza, che non possiamo permetterci. Il Paese già soffre per la crisi economica e non può permettersi anche una crisi sociale».

Camusso: «Renzi è confuso»

Lo ha detto il segretario della Cgil Susanna Camusso, in un dibattito con il presidente di MPS Alessandro Profumol: «Con il Jobs act diritti in meno e nessuno in più». Furlan (CISL): «Valuteremo decreto e decideremo cosa fare».

«Camusso e Salvini fratelli gemelli»

Matteo Renzi torna ad attaccare il sindacato e stavolta lo fa paragonando il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, al leader del Carroccio, Matteo Salvini: «Sono due leader della protesta». Renzi afferma poi che mentre i sindacati sono impegnati a scioperare, è il Governo a creare lavoro.

Camusso: «Renzi ci ha riportato nell'Ottocento»

Il segretario nazionale della Cgil, Susanna Camusso, risponde all'invettiva del premier e accusa il Governo Renzi di portare avanti una politica sul lavoro del tutto anacronistica. La Camusso si dice convinta che le mosse di Renzi&Co. riportano lo stato del lavoro indietro di 200 anni, quando i diritti erano annullati e i lavoratori ridotti in schiavitù.

Poletti: «Spero che i sindacati sappiano cosa fanno»

La Uil proclama lo sciopero generale per il 12 dicembre, insieme con la Cgil, e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rinuncia a intervenire al XVI congresso della confederazione di via Lucullo. A confermare la ragione del forfait è il portavoce del ministro, secondo cui il contesto è mutato: «Sindacati si prendono responsabilità di ciò che decidono».

Sciopero generale anche per CISL e UIL

L'esecutivo della Uil ha deciso di proclamare lo sciopero generale per contrastare le politiche del Governo su legge di stabilità, Jobs act e statali. Domani, prima dell'apertura del congresso confederale, è previsto un incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil per definire una data.

La Cisl protesta contro Marianna Madia

La categoria del pubblico impiego della Cisl annuncia lo sciopero degli statali e scrive a Cgil e Uil per «definire insieme» la data della protesta. Lo rende noto il coordinatore dell'organizzazione, Francesco Scrima.​ La Cisl denuncia, però, lo scarso interesse del governo: «Dal Governo indisponibilità al rinnovo dei contratti pubblici».

I lavoratori a Roma scalano il Colosseo

Nell'ambito delle proteste della giornata dello «sciopero sociale», un gruppo di circa trenta lavoratori, con il sostegno dell'Usb, è salito in cima al Colosseo ed ha srotolato lo striscione «Io sto con Ilario e Valentino», i due dipendenti della società Tpl colpiti da sanzone disciplinare dopo la loro denuncia a Presa Diretta.

Sciopero generale: la Cisl non ci sta

La decisione annunciata ieri dal segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dello sciopero di 8 ore previsto per il 5 dicembre, non ha suscitato solo l'ironia dei vertici del Pd, ma anche il dissenso del segretario della Cisl. Annamaria Furlan parla di «passo indietro» della Cgil con la decisione autonoma di manifestare: «Noi pensiamo al dialogo, la Cgil allo sciopero».

I renziani: il ponte è servito

Via libera del direttivo della Cgil alla proposta avanzata dal leader Susanna Camusso di proclamare uno sciopero generale di 8 ore, in tutti i settori pubblici e privati, per venerdì 5 dicembre. Intanto parte del Pd ironizza: «il ponte è servito».

Bersani: «Il sindacato non è da rottamare»

Il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha annunciato che il prossimo 5 dicembre sarà indetto uno sciopero generale di otto ore contro la legge di stabilità e il Jobs act. Dal Pd arrivano frecciatine contro la decisione del sindacato, ma l'ex segretario Pierluigi Bersani avverte: «Il sindacato non è un ferro vecchio: senza, il paese è meno governabile».

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