17 luglio 2019
Aggiornato 06:30
Nonostante lo sciopero e i cortei

Sacconi: Rispettiamo chi sciopera, ma sul Jobs Act andremo fino in fondo

Secondo Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo centrodestra, ogni cambiamento avviene con tensioni e conflitti, e in tale tendenza deve inquadrarsi il malcontento manifestato con lo sciopero di oggi. E sul Jobs Act è per la linea dura: «Andremo fino in fondo»

ROMA - «Ogni cambiamento si produce inevitabilmente anche attraverso tensioni e conflitti che è dovere di tutti mantenere nell'alveo democratico e il cambiamento del Jobs Act deve andare avanti, fino in fondo, senza mediazioni che ci conserverebbero nella palude della recessione e della inaffidabilità internazionale». Lo dichiara Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Nuovo centrodestra, nel giorno dello sciopero generale indetto da Cgil e Uil.

RISPETTO PER CHI NON  SCIOPERA - «È ovviamente doveroso rispettare il diritto di sciopero - prosegue in una nota l'ex ministro del Lavoro - e analogamente chiedere rispetto per tutti coloro che non vi aderiscono e che chiedono di poter viaggiare sulla base di certezze relative alle fasce orarie di funzionamento dei mezzi pubblici. Il rispetto comporta anche il diritto di critica circa l'opportunità di manifestare le proprie ragioni interrompendo la produzione dei beni e dei servizi in una stagione di così forte contrazione dell'economia. E rispetto significa anche la libera conferma delle proprie convinzioni opposte a quelle che sono alla base della mobilitazione».

POLETTI: ENTRO MARZO APPROVEREMO DECRETI ATTUATIVI - Il governo punta ad approvare entro marzo tutti i decreti attuativi della riforma del mercato del lavoro, il Jobs act. Lo ha affermato ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, nella conferenza stampa al termine del Consiglio europeo sul lavoro a Bruxelles. «Il decreto attuativo sul contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti sarà sicuramente approvato entro fine dicembre - ha detto -. Credo poi di poter dire che tutti gli altri decreti attuativi saranno approvati entro marzo». Sarebbe così in tempo affinché la Commissione europea possa tenerne conto nel suo parere finale sulla conformità della legge di Bilancio con le regole europee. In caso di riforme strutturali approvate, infatti, l'Ue può concedere un giudizio più morbido sui parametri chiave dei conti.

PER UE, JOBS ACT VA NELLA DIREZIONE GIUSTA - Nella stessa occasione, anche il vicepresidente della Commissione europea per l'Euro e il Dialogo sociale, Valdis Dombrowskis, ha espresso un giudizio positivo suI Jobs Act italiano, che ha definito «un passo nella giusta direzione. Riguardo alla delega al governo per lavorare ai necessari regolamenti attuativi, dobbiamo vedere i progressi che saranno fatti, ma in ogni caso vediamo la determinazione del governo sulla questione».