20 luglio 2019
Aggiornato 17:30
Intervista al segretario della CGIL

Camusso: «Renzi è stato messo lì dai poteri forti»

Il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso, ha rilasciato un'intervista al quotidiano la Repubblica. Parla della manifestazione di sabato, degli obiettivi del sindacato, dello sciopero generale che sarà deciso a metà novembre; ma anche dei «poteri forti» che avrebbero messo Matteo Renzi a capo del Belpaese.

ROMA - Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha rilasciato un'intervista al quotidiano la Repubblica. Parla della manifestazione di sabato, degli obiettivi del sindacato, dello sciopero generale che sarà deciso a metà novembre; ma anche dei «poteri forti» che avrebbero messo Matteo Renzi a capo del Belpaese.

CAMUSSO: RENZI È GUIDATO DAI «POTERI FORTI» - In un'intervista a La Repubblica, il leader della Cgil rileva che per le sue politiche economiche «il governo copia le proposte delle grandi imprese di Confindustria» come per l'Irap che «favorirà prevalentemente le grandi imprese riducendo i loro costi. Ma non avrà alcun effetto sull'occupazione». E lancia pesanti accuse, facendo notare che «Renzi è a Palazzo Chigi per volontà dei poteri forti: lo ha ammesso Marchionne». L'ad di Fca Sergio Marchionne, infatti, il 2 ottobre scorso aveva rilasciato un'ambigua dichiarazione ripresa successivamente da un lancio d'agenzia: «Il compito di Renzi è togliere rottami dai binari. L'abbiamo messo là apposta». Secondo il segretario generale della Cgil si tratta di un fatto molto grave: «Quella dichiarazione non è mai stata smentita», spiega la Camusso «e a me colpisce molto che un cittadino svizzero che ha spostato le sedi fiscale e legale della Fiat all'estero possa dire del nostro presidente del Consiglio 'l'abbiamo messo là apposta'. E che lo possa fare senza suscitare alcuna reazione»

IL GOVERNO NON INTENDE CONFRONTARSI CON NOI - Il numero uno della Cgil è tornata sull'incontro di lunedì col governo, spiegando che «il problema è che non avevano mandato (i ministri presenti al tavolo, ndr) a discutere niente. Non abbiamo discusso, abbiamo sentito una breve relazione sullo schema della legge di stabilità. Sulle nostre opinioni, sia sull'impianto complessivo della manovra che sui singoli aspetti, hanno detto che valuteranno. Vedremo in cosa consisterà questa meditazione. Insisto che è la prima volta che non viene detto nulla sul fatto che una cosa si possa o non si possa affrontare. Hanno semplicemente detto di inviargli una nota». Secondo Camusso «non ci pare una disponibilità ad ascoltare e a misurarsi non dico sull'impianto della legge di stabilità, ma almeno su temi specifici. Il governo non intende misurarsi, ma noi siamo disposti come sempre a farci stupire da effetti speciali».

DECIDEREMO A METÀ NOVEMBRE LA DATA DELLO SCIOPERO GENERALE - Il governo è attento solo agli interessi corporativi e «non ha alcuna disponibilità a confrontarsi con chi, come i sindacati, rappresenta interessi generali», sottolinea ancora il segretario generale della Cgil, confermando lo sciopero generale che sara' indetto dal Comitato direttivo di metà novembre. Camusso torna ancora sull'incontro di lunedì col governo: «Continuo a pensare che sia stato surreale il fatto che i ministri non si siano espressi sulle nostre osservazioni. Si ascoltano le corporazioni, ma non chi rappresenta il lavoro. E il lavoro è stata la grande domanda della manifestazione di sabato». Per questo, conclude, «Calibreremo le nostre iniziative mantenendo i nervi saldi. Ci saranno gli scioperi articolati, manifestazioni, iniziative e poi faremo lo sciopero generale. Lo deciderà come sempre il nostro Comitato direttivo convocato per metà novembre». Camusso ha ribadito che «in assenza di riposte andiamo avanti» con tutte le iniziative necessarie.