19 novembre 2019
Aggiornato 01:00
La leader di Cgil contro l'ordinanza di far viaggiare i treni domani

Camusso: «Se precettano i ferrovieri, non la passeranno liscia»

Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta il provvedimento di precettazione in vista dello sciopero generale in programma domani. Per la Camusso si tratta di una scelta dalla portata politica capace di aprire un contenzioso sul rispetto delle norme: «Atti unilaterali che alzano i toni».

ROMA - «Non abbiamo ancora visto il testo dell'ordinanza» di precettazione dei ferroviari e «non siamo neanche in grado di valutarne la portata, salvo la gravità politica della scelta, che apre un contenzioso sul rispetto delle norme». Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta il provvedimento di precettazione in vista dello sciopero generale in programma domani.

ATTI CHE ALZANO I TONI - «E' un atto davvero grave - ha proseguito Camusso - quello di domani è uno sciopero generale. La nostra risposta è in atto, ci sono forme di protesta e denuncia rispetto a una volontà di intervenire a gamba tesa. Siamo sempre attenti a salvaguardare i lavoratori e di fronte al mantenimento della precettazione la rispetteremo, ma ne denunciamo la gravità. Stiamo valutando, non è una cosa che finisce qui». Camusso ha aggiunto che «abbiamo appreso dai Tg della precettazione. Si tratta di atti unilaterali che alzano i toni». Il numero uno della Cgil ha inoltre osservato che "quando si parla di responsabilità qualcuno dovrebbe ragionare sui suoi comportamenti".

CAPONE: SCELTA GRAVE - «L'Ugl considera la precettazione dei lavoratori delle Ferrovie emanata ieri dal ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, una scelta grave e allo stesso tempo una provocazione del tutto inopportuna». Lo afferma il segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone, sottolineando che «è infondato l'obbligo per il personale addetto al trasporto ferroviario di astenersi dallo sciopero generale».

L'INCAPACITÀ DEL GOVERNO DI ASCOLTARE - Per Capone «oltre ad aspetti di tipo tecnico-legislativo, bisogna contemplare anche ragioni di opportunità. Né i sindacati né gli iscritti e nemmeno i lavoratori, che spontaneamente aderiscono alle proteste, meritano di essere strattonati politicamente da una parte e dall'altra come delle banderuole. L'allontanamento dei cittadini dalla politica - conclude Capone - e la disaffezione verso le istituzioni vengono generate, oltre che da cattivi esempi, da tanti fattori e tra questi, sicuramente, l'incapacità di ascoltare e di comprendere i problemi della gente comune che nei fatti hanno dimostrato tanti governi e tanti partiti. E il Governo Renzi, in questo, non sta facendo assolutamente eccezione».