19 agosto 2019
Aggiornato 16:00
L'ex segretario PD polemizza con la maggioranza del partito

Bersani: «Il sindacato non è da rottamare»

Il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha annunciato che il prossimo 5 dicembre sarà indetto uno sciopero generale di otto ore contro la legge di stabilità e il Jobs act. Dal Pd arrivano frecciatine contro la decisione del sindacato, ma l'ex segretario Pierluigi Bersani avverte: «Il sindacato non è un ferro vecchio: senza, il paese è meno governabile».

ROMA - Il leader della Cgil, Susanna Camusso, ha annunciato che il prossimo 5 dicembre sarà indetto uno sciopero generale di otto ore contro la legge di stabilità e il Jobs act. Dalla politica di sinistra si alza un polverone di polemiche e frecciatine contro la decisione del sindacato di scendere in piazza proprio in concomitanza con il weekend lungo dell'Immacolata. La sterile operazione satirica è stata messa in moto dal membro della segreteria Pd Ernesto Carbone, che, in un tweet, ironizza: «Eccovi servito il ponte», e ancora «è questa l'idea che ha la Cgil di uno strumento così importante come lo sciopero?».

IL SINDACATO NON È UN FERRO VECCHIO - Non tutto il Partito democratico, però, sembra essere d'accordo con l'ironia del renziano Carbone. dalle file della sinistra intransigente della vecchia guardia, si alza la voce dell'ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani, conversando con i giornalisti in Transatlantico alla Camera.​ Bersani difende a spada tratta il sindacato e redarguisce quella parte di sinistra che si impegna a minimizzarne l'importanza. Afferma, infatti, l'ex segretario: «Il sindacato fa il suo mestiere e va riconosciuto, fa mediazione e il sistema per essere governato ha bisogno di mediazione. Il sindacato non è un ferro vecchio, certo deve rinnovarsi, ma a buttarlo via ci troviamo con un paese meno governabile». E continua: «Sulla stabilità non abbiamo coperture sufficienti per raccontarci il film dell'universalità degli ammortizzatori» e «non possiamo fare sbagli su questi aspetti», «vediamo se ci sono passi avanti sugli emendamenti, vediamo cosa succede»

BINDI: PRESE DI POSIZIONE PARTE DEL PD INACCETTABILI - «Certe prese di posizione dimostrano la distanza tra una parte della classe dirigente del Pd e il paese reale. E' triste che nel mio partito ci sia chi pur di delegittimare il sindacato attacca il diritto di sciopero previsto dalla Costituzione. Così si alimenta il qualunquismo peggiore. Almeno nel nostro partito si dovrebbe sempre ricordare che lo sciopero è una scelta che il lavoratore paga con una giornata di salario e per questo merita il rispetto e non il dileggio». Lo ha affermato in una dichiarazione la presidente Pd della commissione Antimafia Rosy Bindi. «Sarebbe meglio - ha ammonito la ex presidente del partito dem - se i dirigenti del Pd anziché impegnarsi in polemiche imbarazzanti, si concentrassero a trovare le soluzioni alla crisi economica e sociale che investe il nostro paese e che pesa su lavoratori, famiglie e imprese».