19 agosto 2019
Aggiornato 15:30
Sciopero generale della CGIL

Filt: Venerdì stop di 4 ore per aerei, bus, treni e traghetti

Pesanti tagli ai trasferimenti per il trasporto pubblico locale e treni

ROMA - Stop ai trasporti in occasione dello sciopero generale della Cgil di venerdì 6 maggio. Lo ricorda la Filt-Cgil in una nota nella quale si sottolinea che piloti, assistenti di volo e personale di terra degli aeroporti si fermeranno per quattro ore dalle 10 alle 14. Sempre di quattro ore, dalle 14 alle 18, lo stop nel trasporto ferroviario. Bus, metro, tram e ferrovie concesse si fermeranno secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia. A Roma dalle 8,30 alle 12,30; a Milano dalle 18 alle 22; a Napoli dalle 9,30 alle 13,30; a Torino dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18; a Firenze dalle 17,30 alle 21,30; a Venezia dalle 10 alle 13; a Genova dalle 9,30 alle 17; a Bologna dalle 19,30 a fine turno; a Bari dalle 20 a fine turno; a Cagliari 10 alle 14 ed a Palermo dalle 9,30 alle 13,30.

Interessati allo sciopero anche navi e traghetti che ritarderanno di 4 ore le partenze, gli autisti di camion per tutto l'arco della giornata, i lavoratori portuali per 4 ore per ciascun turno di lavoro, gli addetti alle autostrade per 4 ore al termine di ciascun turno ed il personale dell'Anas per l'intera giornata. Lo sciopero interesserà anche l'autonoleggio, il soccorso autostradale, le autoscuole, i trasporti funebri e gli impianti a fune.

Secondo la Filt «le ragioni dello sciopero generale Cgil si ritrovano anche nelle questioni specifiche dei trasporti, dove gli effetti della crisi sono tuttora pesanti e con le ultime decisioni dei mesi scorsi del Governo hanno raggiunto i servizi di carattere sociale, con pesanti tagli ai trasferimenti di spesa pubblica nel trasporto pubblico locale e ferroviario, il blocco della contrattazione (Anas) e il conseguente acuirsi delle difficoltà finanziarie, produttive ed occupazionali delle aziende pubbliche nazionali e locali. Inoltre, gli ulteriori tagli alle risorse per investimenti allontanano qualsiasi prospettiva di politica per i trasporti, indispensabile invece per il Paese e per il lavoro del settore».