14 novembre 2019
Aggiornato 19:30
Lavoro & Sindacati

Barbagallo: «Renzi più autoritario che autorevole»

Il Segretario della UIL: «Spero che il Premier ritorni normale, perché finora non lo è stato. Vorrei che capisse che il Governo deve confrontarsi con i corpi intermedi e far abbassare i toni. I toni alti creano condizioni di violenza, che non possiamo permetterci. Il Paese già soffre per la crisi economica e non può permettersi anche una crisi sociale».

ROMA - Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, conferma lo sciopero del 12 dicembre, proclamato insieme con la Cgil; attacca il Governo e il premier Matteo Renzi; sollecita nuovamente un confronto vero con Palazzo Chigi per affrontare tutti insieme i nodi che frenano crescita e sviluppo; e invita il presidente del consiglio a dialogare con i corpi intermedi per non creare tensioni sociali, di cui il Paese non ha bisogno.
In una videointervista pubblicata sul sito www.askanews.it, Barbagallo ricorda che «abbiamo accumulato con gli ultimi tre governi Monti, Letta e Renzi tanti problemi insoluti sul mondo del lavoro e per questo abbiamo dichiarato uno sciopero generale con una posizione chiara e precisa. Purtroppo - ha proseguito - i tre governi che ci sono stati imposti, senza essere votati, non hanno ancora risolto nessun problema del Paese».

SCIOPERO CONFERMATO - Il numero uno della Uil ha confermato che restano tutte le condizioni per fare lo sciopero perché Renzi «banalmente è rimasto tale e quale». Lo sciopero, dunque, «certamente» si farà. Barbagallo ha dato appuntamento alla Cisl, che non ha aderito alla protesta, dopo il 12 dicembre. «Ho cercato fino all'ultimo di mantenere l'unità - ha spiegato - ci conto e ci riproveremo».
E al capo del Governo, che sta perdendo un pò del suo appeal iniziale e che pare vittima dei suoi annunci, Barbagallo ha detto: «Spero ritorni normale, perché finora non lo è stato. Vorrei che capisse che il Governo deve confrontarsi con i corpi intermedi e far abbassare i toni. I toni alti creano condizioni di violenza, che non possiamo permetterci. Il Paese già soffre per la crisi economica e non può permettersi anche una crisi sociale».

RENZI AUTORITARIO - Secondo Barbagallo, il premier «finora mi è sembrato più autoritario che autorevole», ma «non mi dà fastidio il fatto che dica che ci sono imprenditori che sono degli eroi, perché ci sono. A partire da quelli che si suicidavano perché lo Stato non pagava gli appalti. Siamo un Paese con tanti record negativi, compreso che le imprese muoiono per eccesso di credito nei confronti dello Stato. Ma ci sono imprenditori che non sono eroi - ha aggiunto - in alcuni casi sono anche un pò rapinatori e delocalizzatori e creano problemi al mondo del lavoro».

ILVA STRATEGICA - Sull'Ilva, il leader della Uil ha detto che «ci sono attività strategiche che bisogna mantenere a qualsiasi costo. Il Paese non può permettersi di perdere un sito produttivo come quello dell'Ilva di Taranto. Per questo non ci piacciono certi atteggiamenti di imprese estere, come quella indiana, che voleva prendersi il sito solo per regolarizzare suoi aspetti economici e produttivi. Dobbiamo, anche per una futura vendita, stare attenti a chi vendiamo rispetto a un piano industriale che mantenga l'attività lavorativa in Italia e a Taranto».
Infine, Barbagallo ha parlato anche del rapporto con le due donne alla guida di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Annamaria Furlan. «Per pari opportunità - ha concluso - spetta anche a un uomo stare in mezzo a due donne. Non mi sento in minoranza né in particolare difficoltà».