8 febbraio 2023
Aggiornato 01:30
Si riparte con gli annunci

Renzi-Berlusconi, ormai siamo al plagio

La promessa di Matteo di tagliare l'Imu è una perfetta fotocopia di quella del suo predecessore Silvio: ormai è così a corto di idee da dover rispolverare slogan di dieci anni fa. Un segno che il suo governo è finito e che il premier è già in campagna elettorale

Partito Democratico

Renzi sceglie l'Expo per ospitare l'assemblea PD

Diversi leader della minoranza diserteranno. Non ci sarà D'Alema, non andrà Rosy Bindi, impegnata in Sicilia per l'anniversario della morte di Paolo Borsellino, è in forse persino Bersani e, comunque, l'ex segretario non dovrebbe intervenire nemmeno se decidesse di andare.

Scosse telluriche in Campidoglio

Marino, resto fino al 2023, lo dice Nostradamus

Di Battista gli dà una settimana di vita come sindaco. Cicchitto arriva fino ad un mese. Ma Rosi Bindi propone di salvargli la poltrona mettendogli accanto una badante: con tanti saluti alla voglia di pulizia chiesta a gran voce dai romani e dalle opposizioni. Intanto il sindaco continua a sognare ad occhi aperti

Regionali 2015

Bindi vs Renzi: De Luca «impresentabile»

Matteo Renzi è furioso, e non fa nulla per nasconderlo. Proprio alla vigilia del silenzio elettorale che toglie anche il diritto di replica ai candidati alle regionali finiti nel mirino, Rosy Bindi lancia la bomba mettendo nella ormai famosa lista degli «impresentabili» stilata dalla commissione Antimafia da lei presieduta il candidato del Pd alla regione Campania Vincenzo De Luca.

Ex presidente del Pd contro la legge elettorale

Bindi: l'Italicum è una sconfitta politica

Rosy Bindi, ex presidente del Pd, ora alla guida della commissione antimafia, ha votato 'no' all'Italicum e in una intervista a La Repubblica afferma che quella di ieri è stata «Una vittoria di Pirro. Approvare una legge elettorale pagando questi prezzi alla qualità della democrazia parlamentare assomiglia molto a una sconfitta».

350 sì e 193 no

Il Governo ottiene la seconda fiducia sull'Italicum

L'articolo 2 passa con 350 sì, 193 no e un astenuto e il quadro rimane identico a ieri. I due voti di scarto rispetto ai 352 sì della prima fiducia - ma ci sono anche 14 voti negativi in meno oggi, ieri erano 207 - non mutano il quadro politico perché, come spiegano dal Pd. Il voto finale è previsto per lunedì 4 maggio.

Fiducia sull'Italicum

37 i dissidenti Pd

Sono 37 i deputati del Pd assenti in aula a Montecitorio, che stamattina non hanno votato la fiducia all'articolo 2 della legge elettorale per motivi di dissenso politico. Altri 5, secondo quanto si apprende, erano invece assenti giustificati.

I 38 del Pd che hanno cercato di sgambettare il governo

Bersani, l’eterno sconfitto

Non si è spaccato il partito democratico, ma il partito dei dissidenti. La maggior parte dei riformisti si è schierata con il premier in difesa dell’ unità del gruppo e della poltrona. Ma anche chi ha scelto la strada dell’astensione rischia poco: «Non ci saranno azioni disciplinari, non siamo il 5Stelle», li ha rassicurati Ettore Rosato.

Pd su legge elettorale

Guerini: lavoriamo per recuperare la frattura, ma niente misure disciplinari

Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, intervistato da Sky Tg24, sulla legge elettorale e lo strappo della minoranza Pd afferma che il Pd ora si impegna a rimediare: «lavoreremo nei prossimi giorni per recuperare una frattura, mi auguro che sia recuperabile, ce lo chiedono i nostri elettori», ma sottolinea che sarebbe «da irresponsabili creare problemi al Senato su Italicum».

352 voti favorevoli

Renzi: «Grazie per la fiducia, andiamo avanti»

«Grazie di cuore ai deputati che hanno votato la prima fiducia. La strada è ancora lunga ma questa è la volta buona». Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi scrive su Twitter dopo che con 352 voti favorevoli, 207 contrari e un astenuto il governo ha ottenuto alla Camera la prima fiducia sulle tre previste, quella sull'articolo 1 della riforma della legge elettorale.

Per le opposizioni il premier come Mussolini. Quanti Ciano nel Pd?

Renzi verso la notte del Gran Consiglio

Il governo si avvia verso un verdetto da 25 luglio del ’43? Alcuni deputati del Partito Democratico, come D’Attorre e Civati lo auspicano apertamente. Mentre Vendola e Brunetta, finalmente a braccetto, concordano: “La fiducia sull’’Italicum è squadrismo fascista.”

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