14 luglio 2020
Aggiornato 22:31
In Puglia e Campania

Regionali, i nomi dei 17 «impresentabili»

È formata da 17 nomi la lista dei candidati «impresentabili» alle prossime regionali appena resa nota oggi dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. Spiccano De Luca e la moglie di Mastella

ROMA - Sono in tutto 13 i candidati «impresentabili» alle prossime Regionali in Campania secondo il codice di regolamentazione della commissione Antimafia. Tra di loro c'è anche Vincenzo De Luca, Pd, su cui come è noto è intervenuta anche la legge Severino per il reato di concussione continuata. Tra i vari nomi spicca anche la moglie di Clemente Mastella, Sandra Lonardo, candidata nella lista di Forza Italia che sostiene Stefano Caldoro: la signora ha un giudizio pendente per il reato di concussione. Sommati ai 4 impresentabili della Puglia resi noti martedì scorso, sono in tutto 17. È quanto si legge nel documento diffuso nel corso della conferenza stampa della presidente Rosy Bindi.

M5S: Se gli altri fossero come noi, non ci sarebbe bisogno di una commissione ad hoc
«Nessuna sorpresa per la non presenza di alcun candidato del M5S nella lista degli 'impresentabili'» hanno commentato in una dichiarazione congiunta i membri della commissione Antimafia del M5S. «Lo stesso non possiamo dire delle altre forze politiche. Forza Italia, Ncd, Fratelli d'Italia, oltre le liste a loro collegate, sono ben presenti nella lista». A partire dal candidato del Pd alla regione Campania, Vincenzo De Luca. «E' oltraggioso – proseguono – che i partiti abbiano chiuso tutti e due gli occhi offrendo ai cittadini candidati indegni di rappresentarli. Se i partiti adottassero le stesse misure del M5s non ci sarebbe bisogno di leggi né, tantomeno, che una commissione parlamentare ne dichiari la loro impresentabilità».

Gli altri impresentabili in Campania:

  1. Antonio Ambrosio, candidato nella lista di Forza Italia a sostegno di Stefano Caldoro, già condannato nel 1999 per concussione, reato poi estinto grazie al patteggiamento, sottoposto a giudizio nuovamente nel 2013 per tentata concussione.

  2. Luciano Passariello, candidato nella lista Fratelli d'Italia, a sostegno di Caldoro, rinviato a giudizio per impiego di denaro di provenienza illecita e abuso dei poteri inerenti una pubblica funzione.

  3. Sergio Nappi, candidato nella lista Caldoro Presidente, rinviato a giudizio per tentata concussione.

  4. Fernando Errico, candidato nella lista Ncd Campania Popolare, a sostegno di Caldoro, è stato rinviato a giudizio per concussione e concussione continuata.

  5. Francesco Plaitano, candidato nella lista Popolari per l'Italia, a sostegno di Caldoro, risulta imputato per associazione mafiosa, condannato in primo grado alla pena di 4 anni di reclusione per estorsione su cui pende però un processo di appello.

  6. Antonio Scalzone, candidato nella lita Popolari per l'Italia con Caldoro, rinviato a giudizio per associazione mafiosa.

  7. Raffaele Viscardi, candidato nella lista Popolari per l'Italia con Caldoro, rinviato a giudizio per abuso di ufficio e corruzione.

  8. Domenico Elefante, candidato nella lista Centro democratico-Scelta civica, a sostegno di Vincenzo De Luca, è stato condannato in primo e secondo grado per il delitto di concussione commesso nel 1996 ma nel 2014 la Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato.