20 maggio 2019
Aggiornato 02:00
dal 14 al 21 marzo

Roma, Zingaretti presenta "Il Lazio senza mafie"

Eventi, dibattiti e convegni per fare il punto sul fenomeno della criminalità organizzata attraverso 20 appuntamenti nelle province del Lazio e nella Capitale

Nicola Zingaretti.
Nicola Zingaretti. ( Shutterstock )

ROMA - Un calendario ricco di appuntamenti per dire no alle mafie. È "Lazio senza mafie" il secondo meeting regionale della legalità che prenderà il via il 14 marzo per concludersi il 21 marzo. Eventi, dibattiti, convegni per fare il punto sul fenomeno della criminalità organizzata attraverso 20 appuntamenti nelle province del Lazio e a Roma che vedranno protagonisti magistrati, rappresentanti delle forze dell'ordine, giornalisti, uomini e donne impegnati ogni giorno nel contrasto alle mafie.

Il meeting di presentazione alla Galleria Alberto Sordi
A presentare l'iniziativa questa mattina a Roma nella sede della giunta regionale del Lazio il presidente della regione, Nicola Zingaretti, insieme all'assessore a Politiche sociali, Sport e Sicurezza, Rita Visini e  a Gianpiero Cioffredi, presidente Osservatorio Tecnico-scientifico per la Sicurezza e la Legalità, sottolineando l'importanza di questo appuntamento che sottolinea quanto la regione sia in prima fila contro le mafie. Ad aprire il meeting l'appuntamento a Roma a Galleria Alberto Sordi con 'A che punto è la notte' per analizzare alla luce dell'inchiesta sul mondo di mezzo come cambia la mafia a Roma dove interverranno Gianpiero Cioffredi, e i giornalisti Lirio Abbate e Carlo Bonini.

I prossimi appuntamenti
Tra gli altri appuntamenti martedì 15 marzo all'Auditorium Parco della Musica - Sala Sinopoli l'incontro "Educare la cittadinanza... noi contro le mafie" con Niccolò D'Angelo (Questore di Roma), Franco Gabrielli (Prefetto di Roma), Nicola Zingaretti (Presidente della Regione Lazio), Giuseppe Pignatone (Procuratore Capo della Procura di Roma), il generale Nunzio Antonio Ferla (Direttore Direzione Investigativa Antimafia), Giovanni Salvi (Procuratore Generale della Repubblica di Roma) e Rosy Bindi (Presidente Commissione Parlamentare Antimafia). Verrà ricordata la figura del generale Dalla Chiesa il 16 marzo alle 17.30 nella sede della giunta regionale dal generale Gian Paolo Sechi e gli uomini più fidati di Dalla Chiesa (Trucido, Baffo e Dan). Giovedì 17 marzo a Roma un confronto sul libro "Mafia repubblic" con lo stesso autore John Dickie che dialoghera' con Michele Prestipino procuratore aggiunto della Repubblica di Roma.

Zingaretti: Ognuno deve fare la sua parte nella lotta all'illegalità
Il 21 marzo appuntamento a Ostia con l'inaugurazione Stabilimento Village (bene confiscato al clan Fasciani), dove interverranno Nicola Zingaretti (Presidente della Regione Lazio), Maurizio Stirpe (Presidente Unindustria Lazio), Guglielmo Muntoni (Presidente II Sezione Tribunale di Roma), Franco Gabrielli (Prefetto di Roma), Alfonso Sabella (Magistrato).  «Dobbiamo muoverci perché per affermare la cultura della legalità serve un impegno contro le mafie in cui ognuno faccia la sua parte. Non siamo al Bar dello Sport, dove si commenta un fenomeno, che sappiamo grave. Bisogna capire dove essere utili, e il salto di qualità è sentirsi parte di una sfida»: così il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha presentato stamane "Lazio senza mafie".

E' tempo di un impegno civile e culturale
«Le aree di intervento sono due - ha detto Zingaretti - la prima è l'aumento degli 'anticorpi' per la Pubblica amministrazione. Questo è un territorio inquinato, a forte presenza diffusa di bande e associazioni criminali. Abbiamo istituito una commissione regionale, abbiamo stipulato un protocollo con l'Anac per gli appalti ed entro aprile invieremo 200 unità di personale regionale per i nostri tribunali. Con l'istituto Jemolo, infine, sta partendo un grande piano antimafia rivolto ai dirigenti dei Comuni, perché l'azione sia ancora più capillare. L'altra sfida è capire come costruire reti, mettersi al servizio, unire gli attori della battaglia per la legalità. Per noi - ha concluso - la battaglia per la legalità è anche una battaglia per lo sviluppo e il lavoro. Se la mafia è presente questo evoca un conflitto, e lo Stato deve capire l'importanza di una economia pulita. Per questo tra le priorità della Regione c'è il rilancio dell'economia proprio nelle zone più attenzionate. Ora è tempo di un impegno civile e culturale».