Regionali Sicilia 2017

Sicilia, indagato anche l'amico di Renzi e Miccichè Edy Tamajo. La reazione a caldo di Rosy Bindi al DiariodelWeb.it

Abbiamo chiesto a Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia, un commento a caldo sull'ennesima bufera che travolge le elezioni regionali siciliane

TORINO - «Preoccupante e inquietante». Così Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, bolla al DiariodelWeb.it la notizia di Edmondo «Edy» Tamajo, neodeputato regionale siciliano indagato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione elettorale. 41 anni, Tamajo è accusato di avere comprato voti ai seggi di domenica scorsa: 25 euro per ogni preferenza. Bindi, ospite d'eccezione a Torino al convegno di Libera dedicato alle mafie in Piemonte, fatica a trovare le parole: «Non è una buona possibilità di partenza per il presidente Musumeci, che invece merita una condizione migliore per poter amministrare e governare bene quella regione, che ha tanto bisogno di buon governo».

Dopo De Luca dell'Udc, ora tocca a "Edy il trasformista"
Un’inchiesta-lampo quella che ha travolto «Edy», eletto tra fila di Sicilia Futura, che segue di pochi giorni l’arresto di Cateno De Luca, anch'egli neoeletto ma con l'Udc e finito sotto indagine, a Messina, per associazione a delinquere finalizzata all’evasione fiscale. Tamajo, il più votato della provincia di Palermo, con quasi 14 mila consensi personali, era nella lista di centrosinistra Pdr (Patto dei Democratici per le Riforme) - Sicilia Futura. Con lui risultano indagate anche altre tre persone: Giuseppe Montesano, Cristian D’Alia, Nicolina D’Alia, ritenuti i suoi galoppini elettorali. L’inchiesta è scaturita dalle intercettazioni effettuate nell’ambito di un’altra indagine, riguardante il candidato sindaco di Palermo Fabrizio Ferrandelli, indagato per voto di scambio politico-mafioso.

Bindi: "Grave fenomeno bipartisan"
Si dice «preoccupata» Rosy Bindi, soprattutto perché, se si dovesse confermare il fondamento di questa indagine, «sembra attraversare in maniera bipartisan le forze politiche il rischio della corruzione, del voto di scambio, dell'uso improprio del consenso». Ecco allora che «si conferma la necessità di una modifica della legislazione», e soprattutto la «necessità di un impegno maggiore da parte delle forze politiche nel selezionare la classe dirigente e nel ricercare modi per ricercare il consenso». Anche perché, conclude la presidente dell'Antimafia, «in quella terra le politiche clientelari sono sicuramente un vettore per le mafie. Questo cambiamento si impone, serve un senso maggiore di responsabilità da parte di tutti».

La replica di Tamajo
Immediata arriva la difesa di Tamajo: «Apprendo con stupore dell’avvio dell’inchiesta giudiziaria nei miei confronti. Posso affermare, senza timore di smentita, di non aver mai comprato un solo consenso, ma di aver costruito la mia carriera politica sull’attività quotidiana a favore della gente e della collettività». Si tratta di condotte che «sono lontano anni luce» dal suo modo di fare politica, da quello della sua famiglia e del suo gruppo politico scrive «Edy» su Facebook. «Ho dato la mia totale disponibilità - aggiunge - all’autorità giudiziaria per chiarire questa incresciosa vicenda che sono sicuro, grazie al lavoro dei miei avvocati riuscirò prestissimo a dimostrare che si tratta di un infondato castello di accuse. Starò in silenzio per qualche giorno; un silenzio pieno di rabbia e un cuore lacerato che batte forte».

Chi è Edy e da dove viene
Una storia particolare quella di Tamajo. Come riporta LiveSicilia, suo padre Aristide è stato assessore al Comune di Palermo. Nel 2014 apparve tra gli assunti nell’ufficio di gabinetto del neo assessore regionale ai Beni culturali Pia Furnari. «Erano i mesi in cui quello che ancora di chiamava Pdr, voluto da Totò Cardinale, aveva raccolto nomi provenienti dalle più disparate storie politiche per fornire un apporto, un puntello al governo di Rosario Crocetta. La svolta a sinistra, quindi, avvenuta sul convoglio creato dall’ex ministro democristiano, coinvolse anche Edmondo detto Edy, che in realtà aveva un curriculum dal colore assai diverso». Vanta infatti un'esperienza con Pdl e col Grande Sud di Micciché e un passato da consigliere comunale con l’Udc di Cuffaro con cui «litigherà» passando poi al gruppo misto. «Cinque anni fa è stato candidato con la lista «Grande Sud» di Micciché, appunto, ottenendo più di 5 mila preferenze: un consenso raddoppiato in occasione delle ultime Regionali». Da quel momento, il progressivo allontanamento dai lidi del centrodestra. E Tamajo inizia a diventare uno dei frequentatori delle «Leopolde sicule» di Davide Faraone, insieme agli altri colleghi del gruppo che di lì a poco si sarebbe chiamato Sicilia Futura. Un gruppo «para-renziano», appunto, così in sintonia con Renzi da spingere anche lo stesso Tamajo, elegantissimo in blu, ad applaudirlo dai piedi del palco del teatro Politeama, nei giorni del referendum costituzionale.