7 dicembre 2019
Aggiornato 08:00
Il commento del presidente della Commissione Antimafia

«Per Roma presa la giusta decisione, ma Marino non è assolto»

Sciogliere il Comune di Roma avrebbe avuto «effetti devastanti», secondo Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia. Affiancare il prefetto di Roma e Raffaele Cantone ad Ignazio Marino si è reso necessario

ROMA (askanews) - «Lo scioglimento del consiglio comunale della Capitale d'Italia avrebbe avuto effetti devastanti. Credo che alla fine l'esecutivo abbia fatto la scelta giusta». Lo dice Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, in un'intervista a Repubblica.

Vigore e rigore per Roma
«Il sindaco resta ed è - sottolinea - Ignazio Marino, che è stato democraticamente eletto dai romani. Però, il comune di Roma sarà giustamente e doverosamente affiancato dalla prefettura. Vediamo con quale strumenti amministrativi il prefetto lavorerà d'intesa con la giunta. Roma ha bisogno di tutto il vigore della politica e di tutto il rigore che una commissione terza può svolgere».

Politica da sola insufficiente
Insomma, per Bindi, il governo «non ha sciolto il comune nel senso classico, ma si tratta di un affiancamento da parte dello Stato e dei suoi organi. E' l'unica soluzione che poteva essere presa con le norme vigenti». «Non si può dire che tutto il comune di Roma sia in mano alla mafia. Allo stesso tempo la decisione che è stata presa - insiste il presidente dell'Antimafia - non è una assoluzione. Per quanto si sia registrato uno sforzo da parte della giunta si è ritenuto che la politica da sola non potesse farcela».